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Coronavirus e ictus, la correlazione: "Incidenza 7 volte superiore sugli under-50", l'ultimo drammatico allarme

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Il coronavirus può provocare l'ictus. Questa l'inquietante ipotesi avanzata dal neurochirurgo del Mount Sinai Health System di New York, Thomas Oxley. Le prove si basano su una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica MedScape, dove si i medici hanno riportato ben cinque casi di cinque individui, con meno di 50 anni e infetti dal Covid-19, colpiti da colpo apoplettico (un'emorragia improvvisa alla base dell'ictus) in un periodo di due settimane. Un'incidenza - come spiega l'analisi - sette volte superiore rispetto alla media. 

 

 

Per il 75 per cento dei casi l'ictus colpisce persone con un'età superiore ai 65 anni e solo per 25 per cento coinvolge giovani e bambini. In questo caso le persone colpite da ictus avevano rispettivamente 33, 37, 39, 44 e 49 anni. Tutti loro hanno sviluppato il tipo più mortale di ictus “da occlusione dei grandi vasi”. La conclusione, dunque, è solo una: il virus sembrerebbe a tutti gli effetti causare un aumento della coagulazione nelle grandi arterie. Un coagulo iniziato nei polpacci potrebbe migrare verso i polmoni, causando un blocco chiamato embolia polmonare, coaguli vicino al cuore possono causare un attacco di cuore (altra causa di morte nel Covid-19), un coagulo sopra al cuore probabilmente andrebbe al cervello.

 

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