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Coronavirus, in Italia l'infezione è più letale: 4 morti ogni 100 casi. Terzo Paese al mondo, ecco perché

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Nel nostro Paese il Covid è più cattivo che altrove. In Italia, infatti, pesa molto l'indice di letalità, cioè quante persone muoiono di coronavirus ogni 100 casi scoperti. Noi siamo al terzo posto della classifica mondiale relativa a questo indice. Secondo i dati elaborati dalla Johns Hopkins University di Baltimora, in vetta c'è il Messico, con quasi dieci persone decedute ogni cento che hanno contratto il virus; poi c'è l'Iran, con poco più di cinque persone che non ce la fanno; e terza l'Italia, con quasi quattro morti ogni cento casi scoperti dall'inizio della pandemia. Perché succede questo? Come riporta il Corriere della Sera, una delle spiegazioni - secondo l'università americana - potrebbe essere ricercata nel numero di test effettuati: più se ne fanno più il tasso dovrebbe abbassarsi, perché la maggior parte dei casi Covid è di natura leggera e questo dovrebbe mitigare l'indice di letalità. Per esempio in Germania, dove sono stati fatti 25 milioni di test, l'indice di letalità è all'1,6%. Noi invece ne abbiamo fatti poco più di 18 milioni. Ma questa spiegazione potrebbe non essere corretta, visto che la Gran Bretagna ha fatto finora più di 37 milioni di test, il doppio dei nostri, e la Francia e la Spagna un numero molto simile al nostro.

 

 

 

Gli scienziati di Baltimora allora propongono altre due spiegazioni: una legata all'anzianità della popolazione italiana, che è fra le più alte al mondo, e un'altra legata all'efficienza del sistema sanitario. Un'altra chiave di lettura, poi, viene fornita da Massimo Ciccozzi, epidemiologo e statistico del Campus Biomedico di Roma, che parla di patologie pregresse, uno dei fattori che più incidono sulla morte per Covid: "Potrebbe scoprirsi che la nostra popolazione, ad una certa età, ne ha di più rispetto ad altri Paesi, almeno tre secondo lo studio fatto su oltre 5mila cartelle cliniche". O ancora le Rsa: "Da noi sono state colpite dal virus più che altrove, con soggetti molto anziani". E infine l'efficienza del sistema sanitario e il metodo di tracciamento, "che da noi è saltato". 

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