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Il piccolo Comune che si affida all'intelligenza artificiale

San Bellino, paese in provincia di Rovigo, offre ai suoi 1.300 residenti un’assistente digitale a disposizione 24 ore su 24. Che faciliterà loro la vita
di Claudia Osmettimercoledì 3 giugno 2026
Il piccolo Comune che si affida all'intelligenza artificiale

3' di lettura

“Bellina”, come idea, lo è sicuramente: anzi, di più, al giorno d’oggi, coi problemi che ci sono, specie nei piccoli Comuni che non hanno mai personale a sufficienza e risorse alla bisogna, sarà anche utile. Non è che un chatbot ti salva la vita, d’accordo, però te la rende più facile: soprattutto quando devi fare una pratica per rinnovare un permesso o richiedere un’autorizzazione, ché finisce sempre con mille telefonate, duemila scartoffie e un tempo d’attesa che farebbe perdere la pazienza persino a un monaco eremita. Ma chi l’ha detto che le nuove tecnologie sono una prerogativa solo delle metropoli iperconnesse? San Bellino, in provincia di Rovigo, è uno di quei borghi del Polesine che fanno su per giù 1.300 abitanti (il 30% dei quali, tra l’altro, è nella fascia anziana della popolazione) ma che in fatto di avanguardismo digitale non ha da temere il confronto con nessuno. A luglio, il suo municipio, rilascerà “Bellina”, un’intelligenza artificiale di tipo generativo sviluppata dal progetto universitario Lucrez-Ia dell’ateneo padovano che si prefigge un obiettivo e basta: semplificare l’esistenza ai cittadini iscritti all’anagrafe. Tanto per cominciare “Bellina” sarà sempre disponibile (ti viene un dubbio sui documenti da allegare a una pratica, è domenica sera, lunedì hai l’appuntamento allo sportello e se le carte non sono tutte in regola sarai costretto a rifare la procedura?

Nessun problema, a lei potrai chiedere sempre, ventiquattr’ore al dì, sette giorni la settimana). Poi sarà ufficiale (ossia calibrata coi regolamenti, le procedure e la documentazione del Comune: niente a che vedere con un portale qualsiasi online che ti rimanda a troppe informazioni, alle volte addirittura senza un criterio geografico per cui tu chiedi quali-autorizzazioni-servono-per-realizzare-un-porticato a Milano e il web ti rimpalla sulla modulistica di Napoli). Infine non sostituirà il personale degli uffici, lo affiancherà (riuscendo, come suggerisce l’amministrazione sanbellinese, a risparmiare fino al 30% del tempo dedicato alle attività burocratiche, il quale potrà essere «recuperato con le persone»: ti pare poco?). Sì, è vero, l’obiezione è dietro l’angolo: eh-ma-queste-diavolerie-virtuali-chile-conosce-son-buone-solo-per-i-giovani. Epperò qui non vale. Aldo D’Achille, che è il sindaco di San Bellino ed è anche uno di quei primi cittadini che lavora davvero per il bene comune, ha già pensato a incontri di alfabetizzazioni digitali per i suoi residenti, rivolti soprattutto agli adulti, per spiegare, per far vedere, per raccontare cos’è un’intelligenza artificiale che è, appunto, uno strumento e come tutti gli strumenti non né aprioristicamente né un bene né un male, dipende solo da come viene impiegata (tra parentesi: “Bellina” prima di essere rilasciata pubblicamente sarà testata dagli uffici comunali, al caso non c’è proprio nulla).

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È che da un lato, tocca essere onesti, il digitale con la pubblica amministrazione, è già una mezza tappa obbligata: e lo spid, e l’app Io, e la cie che sarà obbligatoria da agosto; ma dall’altro “Bellina” è il futuro (interessante) di un Paese la cui spina dorsale è composta da piccoli e medi borghi (5.520 su 7.896 municipi attivi), di campagna, di provincia, magari con pochi servizi e spesso dimenticati: ennò, l’innovazione passa (soprattutto) da loro. È facile per un’urbe come Roma, quasi tre milioni di abitanti, inventarsi “Julia” e usarla per smistare le fiumane di turisti che affollano Fontana di Trevi ogni santo giorno. È un po’ più difficile quando l’amministrazione ha entrate ridotte, personale all’osso e problemi che (con le dovute proporzioni) son gli stessi. Mettila così: nei paesi fino a 3mila abitanti, su 1.902 sedi di segreteria, l’82% è scoperto. Nei paesini di provincia si richiedono le stesse pratiche e i cittadini hanno le stesse esigenze delle grandi città, vuoi vedere che l’intelligenza artificiale è davvero una soluzione?

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San Bellino non è nemmeno l’unico ad averci pensato (è forse il primo tra le realtà municipali così piccole, ma di esperienze con l’AI ce ne sono diverse): il Comune di Cagliari ha presentato un’assistente virtuale che risponde a chi l’interpella con un linguaggio naturale, quello di Perugia ha avviato in via sperimentale un chatbot comunale, quello di Bologna l’ha implementata nella redazione degli atti amministrativi. È il mondo nuovo e “Bellina” ci sta dicendo che, per fortuna, può arrivare ovunque.

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