Al cinema i corpi sono sempre “speciali”, persino migliori di ciò che la vita banalizza. Corpi reali, imperfetti, non immaginati o sognati ma indimenticabili, perfino leggendari, protagonisti del grande schermo, che la casa di produzione cinematografica indipendente Tenderstories ha trasformato in arte nella mostra fotografica Corpi speciali, fino al 29 novembre 2026 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Oltre 300 fotografie di Luigi & Iango – duo fotografico tra i più autorevoli sulla scena internazionale - a cura di Francesca Alfano Miglietti, per esplorare la condizione umana fin nelle sue parti più fragili e oscure ma al contempo piene di poesia e di luce.
«Una mostra sull’umanità, si parte da un corpo che si liquefa perché la vita umana ha un tempo molto breve. Ci crediamo padroni del mondo senza capire quanto siamo fragili», ha detto la curatrice Miglietti. Il duo fotografico Luigi & Iango, famoso sulla scena internazionale - per gli scatti alle celebrity del mondo del cinema e della moda – diventa più intellettuale, esplorando le mutazioni della società e dell’uomo attraverso i cambiamenti fisici del tempo, e le conseguenti trasformazioni umane. In questa epoca di immagini artificiali, in cui anche i film saranno completamente realizzati con l’AI, quindi senza più i corpi reali degli attori, si contrappone la realtà biologica del nostro essere nel mondo. Una riflessione che trova nel cinema e nella fotografia un occhio privilegiato da cui osservare perché le trasformazioni fisiche riguardano ogni persona e si riflettono sull’identità stessa di ciascun individuo, come assicura Moreno Zani, fondatore di Tanderstories.
«L’incontro tra linguaggi differenti, artistici ma anche sociali – sostiene Zani mette in contatto codici diversi capaci di generare risultati perfino inattesi».
Presente all’inaugurazione anche David Cronemberg, leggenda indiscussa del cinema, del cosiddetto body horror, colui che ha reso i corpi una ricerca filosofica incarnata. Perché solo “the body is reality”, “il corpo è realtà”, come ci ricorda il mantra nel film Crimes of the future (2022) scritto da David Cronenberg più di 20 anni fa, la potente intuizione che il regista aveva già profetizzato, individuando nel corpo l’unico spazio di libertà rimasto agli esseri umani. Una ricerca di verità e di esplorazione che, come sottolinea Attilio Lombardi, membro del consiglio di amministrazione di Tenderstories e founder di Ital Communications , «invita a riflettere sul corpo come archivio vivente di identità, esperienza e possibilità». Possibilità tutte diverse, perché non esiste un corpo geneticamente identico a un altro, nemmeno nel caso dei gemelli. E allora ci si interroga sull’origine di questa irriducibile unicità dei corpi: corpi tutti “speciali”, irripetibili e, in fondo, mai del tutto afferrabili.




