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Zafferano, gli effetti su memoria e digestione

di Paola Natalimercoledì 21 gennaio 2026
Zafferano, gli effetti su memoria e digestione

2' di lettura

Lo chiamano “oro rosso” non solo per il suo prezzo, ma per il valore che porta con sé. Lo zafferano, ricavato dagli stimmi del Crocus sativus, è una delle spezie più antiche e preziose della storia umana. Servono circa 150 mila fiori per ottenere un chilo di prodotto, raccolto a mano all’alba e lavorato in poche ore. Un rituale antico che oggi la scienza guarda con rinnovato interesse. Negli ultimi anni, infatti, lo zafferano è finito sotto la lente di numerosi studi per le sue proprietà benefiche, che vanno ben oltre l’aroma intenso e il colore inconfondibile.

Il segreto dello zafferano sta in tre molecole chiave: crocina, crocetina e safranale. Sono potenti antiossidanti, capaci di contrastare lo stress ossidativo, uno dei principali fattori legati all’invecchiamento cellulare e a molte patologie croniche. In parole semplici: aiutano le cellule a difendersi dai danni quotidiani.

Non a caso, in passato veniva utilizzato anche come rimedio contro la malinconia. Studi moderni confermano che lo zafferano può avere un effetto positivo sull’umore, con risultati paragonabili  in casi lievi  a quelli di alcuni antidepressivi, ma senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci. Il merito è soprattutto del safranale, che sembra agire sui neurotrasmettitori legati al benessere emotivo.

Tradizionalmente, lo zafferano è considerato un digestivo naturale: stimola la produzione dei succhi gastrici e può ridurre gonfiore e spasmi intestinali. Ma non solo. Alcune ricerche suggeriscono un possibile ruolo nel migliorare la circolazione e il profilo lipidico, contribuendo alla salute cardiovascolare grazie alla sua azione antinfiammatoria.

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Un altro ambito di studio riguarda la protezione della vista. La crocina sembra avere un effetto neuroprotettivo sulla retina e viene studiata nel contesto delle malattie degenerative oculari legate all’età. Parallelamente, emergono dati interessanti sul possibile supporto alle funzioni cognitive, in particolare memoria e attenzione.

A rendere lo zafferano unico è anche la quantità: ne basta pochissimo. Dosaggi minimi sono sufficienti per ottenere aroma, colore e benefici, purché sia di qualità. Gli stimmi interi, dal rosso vivo e dall’odore intenso ma non pungente, restano la forma più pura. Attenzione invece alle polveri anonime: spesso sono miscele impoverite o adulterate.

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