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Vaccino AstraZeneca, Genazzani dell'Ema: "Usa una tecnologia diversa, ci sono ancora delle cose che dobbiamo capire"

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“Per approvare un vaccino durante una pandemia bisogna avere ogni certezza e in questo momento sul farmaco di AstraZeneca stiamo ancora lavorando”. Così Armando Genazzani, rappresentante italiano del gruppo che all’interno dell’Ema valuta i medicinali, si è espresso in un’intervista a La Stampa sul tanto discusso vaccino di AstraZeneca. Genazzani ha assicurato che non vi è alcun ritardo, semplicemente il dossier è arrivato dopo quelli di Pfizer (“che abbiamo autorizzato anticipando di una settimana la valutazione”) e di Moderna (“su cui siamo impegnati in modo intenso”).

 

 

Il vaccino utilizza una tecnologia diversa dai due precedenti ed è complesso - ha spiegato a La Stampa - abbiamo già valutato gli studi di laboratorio, stiamo analizzando gli ingredienti e come viene prodotto visto che saranno coinvolti 6-7 stabilimenti in diverse parti del mondo a cui richiediamo di operare in modo identico”. Poi Genazzani ha chiarito quali sono i principali aspetti che devono essere necessariamente approfonditi prima di arrivare all’approvazione del siero di AstraZeneca: “Ciò non vuole dire che ci siano problemi ma semplicemente che ci sono situazioni da approfondire. Ad esempio il fatto che, imprevedibilmente, chi è stato sottoposto alla somministrazione di mezza dose più una successiva ha una protezione maggiore di chi ne ha ricevuto una intera più una seconda. Gli studi sono stati effettuati in vari Paesi e l'efficacia varia: anche questo va chiarito”. Quindi in conclusione difficilmente l’approvazione arriverà prima della fine di gennaio: “La scadenza prevista è quella ma faremo di tutto, come abbiamo già dimostrato con il primo dossier, per anticipare i tempi”, ha assicurato Genazzani. 

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