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Malattia renale cronica sempre più diffusa: quali sono i rischi

di Paola Nataligiovedì 16 aprile 2026
Malattia renale cronica sempre più diffusa: quali sono i rischi

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Silenziosa, spesso invisibile, ma sempre più diffusa: la malattia renale cronica si sta trasformando in una delle principali minacce per la salute globale. Secondo un’analisi pubblicata sulla rivista The Lancet e firmata dal nefrologo William Herrington, entro il 2050 potrebbe diventare la quinta causa di morte nel mondo. Un dato che colpisce, ma che non arriva all’improvviso. Già oggi i numeri sono imponenti: si stima che circa 850 milioni di persone convivano con questa patologia a livello globale. Di queste, almeno 4 milioni si trovano in una fase avanzata tale da richiedere trattamenti salvavita come dialisi o trapianto di rene. Il vero problema è che la malattia renale cronica si sviluppa lentamente e, nelle fasi iniziali, non dà sintomi evidenti.

Molti pazienti scoprono di esserne affetti quando il danno ai reni è già significativo. È proprio questa natura “nascosta” a renderla particolarmente pericolosa. La malattia renale cronica è una riduzione della capacità dei reni di filtrare le scorie dal sangue, che persiste per almeno tre mesi. Tra le cause principali ci sono diabete mellito di tipo 2: rappresenta la principale causa di insufficienza renale, ipertensione arteriosa: la pressione alta danneggia i vasi sanguigni renali,  malattie cardiovascolari e sindrome metabolica: aumentano il rischio di danno renale

Non solo: chi ne soffre ha un rischio molto più elevato di sviluppare complicanze cardiovascolari precoci, trasformando una patologia già complessa in un moltiplicatore di rischio per la salute.In Italia, la Società Italiana di Nefrologia lancia da tempo un appello: serve più diagnosi precoce. La sottodiagnosi resta infatti uno dei principali ostacoli nella lotta alla malattia. Molti casi sfuggono ai controlli di routine, anche perché gli esami necessari , come quelli su creatinina e filtrato renale , non sempre vengono eseguiti con regolarità, soprattutto nelle persone a rischio (diabetici, ipertesi, anziani). Gli esperti sottolineano che intervenire in anticipo può fare la differenza. Stili di vita sani, controlli periodici e una maggiore attenzione ai fattori di rischio possono rallentare o addirittura prevenire la progressione della malattia.  La sfida, oggi, è tutta nella consapevolezza. Perché mentre i numeri continuano a crescere, la malattia renale cronica resta ancora poco conosciuta. E proprio questo silenzio rischia di renderla, nei prossimi decenni, una delle emergenze sanitarie più gravi a livello globale.