Guardare al futuro con fiducia non fa soltanto bene all'umore. Potrebbe anche contribuire ad allungare la vita. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), secondo cui le persone più ottimiste hanno maggiori probabilità di raggiungere un'età avanzata e di vivere oltre gli 85 anni. Lo studio ha analizzato i dati di oltre 71 mila persone, tra uomini e donne, seguite per un periodo che in alcuni casi ha raggiunto i 30 anni. I risultati mostrano che l'ottimismo non è soltanto una caratteristica della personalità, ma potrebbe rappresentare una vera e propria risorsa per la salute. I ricercatori hanno osservato che le persone con i livelli più elevati di ottimismo presentavano una durata della vita mediamente superiore dall'11% al 15% rispetto a quelle meno ottimiste. Inoltre, avevano una probabilità significativamente maggiore di raggiungere quella che gli studiosi definiscono "longevità eccezionale", ovvero vivere fino ad almeno 85 anni. Un dato particolarmente interessante riguarda il fatto che questa associazione è rimasta evidente anche dopo aver considerato numerosi fattori che influenzano la salute, come il reddito, il livello di istruzione, le malattie pregresse, la depressione e gli stili di vita.
In altre parole, l'effetto dell'ottimismo non sembra dipendere esclusivamente dal fatto che le persone positive fumino meno o seguano una dieta migliore. Secondo gli autori dello studio, gli ottimisti tendono ad affrontare le difficoltà in modo più efficace e a mantenere più facilmente comportamenti salutari nel tempo. Chi guarda al futuro con fiducia è spesso più motivato a fare attività fisica, seguire le cure mediche, mantenere relazioni sociali soddisfacenti e gestire meglio lo stress. L'ottimismo potrebbe inoltre influenzare alcuni processi biologici collegati all'invecchiamento, riducendo l'impatto cronico dello stress sull'organismo e favorendo una migliore salute cardiovascolare. Uno degli aspetti più incoraggianti emersi dalla ricerca pubblicata su PNAS è che l'ottimismo non sarebbe una caratteristica immutabile. Sebbene esista una componente genetica, gli studiosi sottolineano che il modo di interpretare gli eventi e di guardare al futuro può essere influenzato dall'esperienza, dall'ambiente e da specifici percorsi educativi o psicologici. Questo significa che sviluppare un atteggiamento più fiducioso potrebbe rappresentare non soltanto una strategia per migliorare il benessere emotivo, ma anche un possibile investimento sulla salute a lungo termine.
Gli esperti precisano che l'ottimismo non è una garanzia contro le malattie e non sostituisce comportamenti fondamentali come una corretta alimentazione, l'esercizio fisico o la prevenzione medica. Tuttavia, i risultati suggeriscono che il modo in cui affrontiamo la vita potrebbe avere un impatto più profondo di quanto si pensasse. In un'epoca in cui la popolazione vive sempre più a lungo, comprendere quali fattori favoriscono non solo la sopravvivenza ma anche una buona qualità della vita è una delle grandi sfide della ricerca. E tra questi fattori, secondo lo studio pubblicato su PNAS, l'ottimismo potrebbe occupare un posto di primo piano.




