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Quando dormi si spegne il cervello? No, ecco cosa accade

di Paola Natalimartedì 15 settembre 2026
 Quando dormi si spegne il cervello? No, ecco cosa accade

2' di lettura

Quando dormiamo il cervello non si spegne, ma cambia completamente modo di funzionare ma cosa accade veramente? Le diverse aree cerebrali iniziano a lavorare secondo ritmi più lenti e coordinati e proprio questo meccanismo potrebbe essere alla base del sonno profondo. A fare luce su uno dei processi ancora poco conosciuti del nostro cervello è uno studio pubblicato sulla rivista Nature, che ha individuato un particolare gruppo di neuroni in grado di favorire la sincronizzazione dell'attività della corteccia e, di conseguenza, il sonno.

La ricerca è stata condotta sui topi e ha portato l'attenzione sui cosiddetti neuroni Sst-Chodl, cellule molto rare ma dotate di collegamenti che si estendono in diverse zone della neocorteccia, la loro caratteristica più interessante è proprio questa: invece di agire soltanto nelle aree vicine, riescono a influenzare regioni anche molto distanti tra loro. I ricercatori hanno osservato che questi neuroni diventano particolarmente attivi durante il sonno a onde lente, la fase associata al sonno più profondo e caratterizzata da una maggiore sincronizzazione dell'attività cerebrale. A quel punto la domanda è stata capire se queste cellule fossero semplicemente coinvolte nel fenomeno oppure se avessero un ruolo diretto nel favorirlo.

 Gli esperimenti hanno dato una risposta interessante, quando gli scienziati hanno stimolato questi neuroni, l'attività di diverse aree della corteccia è diventata più sincronizzata e gli animali hanno mostrato una maggiore propensione ad addormentarsi. In alcuni casi l'attività cerebrale osservata durante la veglia tranquilla ha assunto caratteristiche simili a quelle tipiche del sonno a onde lente. Il risultato suggerisce quindi che la corteccia cerebrale non sia soltanto una parte del cervello che “subisce” il sonno, ma che possa partecipare attivamente alla sua regolazione. È un aspetto importante perché per molto tempo la ricerca sul sonno si è concentrata soprattutto sulle strutture più profonde del cervello, considerate fondamentali per il passaggio tra veglia e sonno.

Questo nuovo lavoro aggiunge un elemento: anche la neocorteccia sembra avere un ruolo nel coordinare il momento in cui il cervello passa a uno stato di attività più lento e sincronizzato, la scoperta potrebbe essere utile soprattutto per comprendere meglio che cosa succede quando il normale equilibrio del sonno viene alterato, anche se è ancora presto per parlare di nuove cure. Lo studio, infatti, è stato condotto sugli animali e non dimostra che lo stesso meccanismo funzioni allo stesso modo nell'uomo. Serviranno altre ricerche per capire se queste cellule e i loro collegamenti abbiano un ruolo analogo nel cervello umano. Quello che emerge, però, è un'immagine sempre più complessa del sonno: mentre il corpo riposa, il cervello continua a essere molto attivo e mette in ordine la propria attività, coordinando aree diverse e accompagnandole verso uno stato di profondo riposo.