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Leon Panetta, ex capo della Cia: "Ratzinger mi ringraziò perché proteggevamo il mondo"

Andrea Tempestini
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Leon Panetta, oggi, e è un ex capo della Cia e del Pentagono. Di origini italiane, ha dato alle stampe un libro di memorie, Worthy Fights, dove ripercorre la sua vita professionale, sfiora gli intrighi del potere e dello spionaggio e, a pagina 457 - come sottolinea La Stampa - alza il velo su uno degli incontri personali più toccanti che ebbe nella sua carriera: quello con Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger. Rosari e monete - Scrive Panetta: "Io baciai il suo anello e lui posò la sua mano sulla mia, Grazie - mi disse - grazie per il suo servizio nel proteggere il mondo. Quindi mi regalò un rosario. Io gli diedi una moneta militare. Per un cattolico, e un figlio dell'Italia, pochi momenti potevano essere più preziosi. Mentre mi voltavo per andare via, capii quello che le suore mi avevano sempre insegnato: la fede e il dovere vanno mano nella mano". Contatti vaticani - Panetta, nel volume, ricorda come quella era "la mia seconda visita in Vaticano, in anni recenti. Come direttore della Cia - aggiunge -, avevo avuto il privilegio di un giro dietro le quinte della Cappella Sistina, ma stavolta ero stato invitato a incontrare il Papa in persona". Non è affatto inusuale che il capo della Cia abbia contatti con il Vaticano, decisivo attore internazionale. Prima di Panetta, infatti, furono parecchi i direttori dell'intelligence in visita alla Santa Sede. Domande da Cav - Tra le memore di Panetta, poi, spunta un altro aneddoto. Si parte dal viaggio nel 1994 di Bill Clinton in Italia, viaggio che, anche in questo caso, serviva a rafforzare il rapporto con l'allora Pontefice Giovanni Paolo II. A quel tempo il presidente del Consiglio, per la prima volta, era Silvio Berlusconi. Panetta scrive: "Abbiamo visto il premier Berlusconi. Tutto bene, ma mi ha colpito una cosa: ci ha chiesto come importare più film americani in Italia. E' una domanda singolare, ma farà piacere ai miei amici californiani".

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