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Alessandro Sallusti, il terribile sospetto sul caso Paolo Romani: "Ecco come sarà l'Italia del M5s"

Andrea Tempestini
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Sul caso-Paolo Romani, si esprime Alessandro Sallusti nel suo editoriale su Il Giornale. Il direttore ricorda come secondo Luigi Di Maio il forzista non sarebbe un nome spendibile per la presidenza del Senato perché ha in corso un processo per peculato. Una vicenda risibile, relativa a un telefonino che il senatore aveva in dotazione dal comune di Monza in quanto assessore. Un telefonino attivato ma mai utilizzato da Romani e che finì nelle mani della figlia, allora minorenne, che lo usò per chattare con le amiche. Leggi anche: Da godere: Sallusti zittisce Travaglio, così Per Di Maio tanto basta a non rendere Romani candidabile. Sallusti, dunque, ricorda come una vicenda del genere potrebbe accadere anche a casa di Di Maio, "che da un processo si è salvato invocando l'immunità parlamentare alla quale, a parole, aveva detto di voler rinunciare". Il direttore, poi, azzanna: "Se Romani non può essere candidato alla presidenza del Senato per una bravata della figlia minorenne, come possono i sindaci grillini di Roma, Torino e Livorno rimanere al loro posto avendo in corso processi ben più gravi e tutti riferiti a responsabilità penali personali? In base al 'teorema Di Maio' - sottolinea - dovrebbero dimettersi perché non degni di ricoprire ruoli pubblici". E dopo aver citato Giulio Andreotti - "Io distinguerei le persone morali dai moralisti, perché molti di coloro che parlano di etica, a forza di discuterne non hanno poi il tempo di praticarla" -, Sallusti passa alle conclusioni: "Per questo il caso Romani non è una questione di secondo ordine, come può apparire di fronte ai problemi che sono sul tappeto. Temo che sia quello che ci aspetterebbe se per disgrazia dovessero affidare l'Italia ai grillini. Sarebbe un'Italia a due morali, una molto lasca per loro e l'altra spietata e usata come una clava contro tutti gli altri. Noi - che siamo sulla loro lista di proscrizione - per primi", conclude Sallusti.

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