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Sostenibilita

Nella distribuzione 'solo' il 5% degli sprechi agroalimentari

In un supermercato medio si buttano via 150 tonnellate di cibo l'anno

Gli scarti interessano per il 39% le fasi di produzione e trasformazione, il 14% la ristorazione e il 42%l'uso domestico

16 Novembre 2012

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Nella distribuzione 'solo' il 5% degli sprechi agroalimentari
Gli scarti interessano per il 39% le fasi di produzione e trasformazione, il 14% la ristorazione e il 42%l'uso domestico

Roma, 16 nov. - (Adnkronos) - Mentre vi è la necessità di aumentare la produzione agricola almeno del 70% nei prossimi anni, in modo da far mangiare una popolazione che si stima crescerà fino a raggiungere i 9 miliardi nel 2050, nel mondo si butta via più di un terzo del cibo che viene prodotto. Se si recuperassero tutti questi scarti, si potrebbe dare da mangiare, per un anno intero, a metà della popolazione mondiale: circa 3,5 miliardi di persone. Gli sprechi nella filiera agroalimentare europea avvengono per il 39% nelle fasi di produzione e trasformazione, il 5% nella vendita all'ingrosso e al dettaglio, il 14% nella ristorazione e il 42% nell'uso domestico.

L'anello più efficiente della filiera è, quindi, quello della distribuzione, dove si sprecano 'solo' 8 kg pro capite l'anno. "Un supermercato medio, diciamo di circa 6.000 mq, getta via l'1% del suo fatturato: 150 tonnellate di cibo, perfettamente consumabile, in un anno, quanto besterebbe per nutrire tra le 300 e le 400 persone al giorno. Nel 2011 la percentuale è scesa, arrivando allo 0,6% del fatturato", spiega Andrea Segrè, autore della 'saga' sullo spreco inaugurata nel 2010, i tre libri dedicati rispettivamente a cibo, acqua ed energia che contengono tutti i dati.

La quantificazione degli sprechi nel settore distributivo si suddivide in due ambiti di riferimento. Da una parte i mercati all'ingrosso come i centri agroalimentari e i mercati ortofrutticoli; dall'altra il sistema distributivo commerciale: cash&carry, ipermercati, supermercati e piccolo dettaglio. Nel primo caso si perde una percentuale di ortofrutta intorno all'1% che viene gestita come rifiuto; in peso, vengono smaltite come rifiuto 111.000 tonnellate di prodotti ortofrutticoli, mentre nella grande e piccola distribuzione gli sprechi alimentari ammontano a 267.000 tonnellate. Con lo spreco dell'industria e della Grande Distribuzione italiana sarebbe possibile sfamare (tre pasti al giorno colazione, pranzo e cena) almeno 4 milioni di persone per un anno intero secondo gli standard nutrizionali della Fao.

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