Cerca

Sostenibilita

Pendolari italiani in aumento, ma usano troppo i mezzi di trasporto privati

E' la fotografia scattata dal rapporto "Municipium 2012" realizzato da Censis e Rur

Colpa del ritardo del trasporto su rotaia e della carenza di strutture dedicate all'intermodalità, come i parcheggi di scambio

4 Gennaio 2013

0
Pendolari italiani in aumento, ma usano troppo i mezzi di trasporto privati
Colpa del ritardo del trasporto su rotaia e della carenza di strutture dedicate all'intermodalità, come i parcheggi di scambio

Roma, 4 gen. - (Adnkronos) - Pendolari italiani in aumento: dal 2007 al 2012 oltre un milione di persone in più si reca al lavoro o per motivi di studio in un comune diverso da quello di residenza, utilizzando soprattutto i mezzi di trasporto privati, automobile in testa. Colpa del ritardo del trasporto su rotaia e della carenza di strutture dedicate all'intermodalità, come i parcheggi di scambio. E' la fotografia scattata dal rapporto "Municipium 2012" realizzato da Censis e Rur, la rete urbana delle rappresentanze.

Secondo l'indagine, in Italia il 43,5% di lavoratori e studenti con più di 18 anni è pendolare, percentuale che sale al 59,1% per coloro che abitano in un comune con una popolazione compresa tra le 10 e le 50 mila persone. Rispetto alla stima sul numero dei pendolari che il Censis aveva effettuato nel 2007, il fenomeno è in crescita: il numero dei pendolari italiani passa infatti dai 13,149 milioni del 2007 ai 14,195 milioni del 2012.

Di questa massa di pendolari, ben il 52,6% degli intervistati nell'ambito dell'indagine Rur-Censis dichiara di utilizzare per gli spostamenti un mezzo meccanico privato (il 47,4% utilizza l'automobile, il 5,2% la moto), mentre solo il 28,3% fa ricorso a una combinazione di mezzi di trasporto, la cosiddetta intermodalità, utilizzata soprattutto dagli studenti che vi ricorrono nel 40% dei casi. Colpa dello "storico ritardo del Paese sul fronte dell'organizzazione razionale ed efficiente della mobilità urbana e regionale", si legge nel rapporto.

Lo squilibrio modale centrato sul largo utilizzo di mezzi di tasporto individuali è legato, secondo quanto riporta il rapporto 'Municipium 2012', al ritardo delle infrastrutture su ferro e destinate all'intermodalità. L'uso dei parcheggi di scambio, per esempio, è ancora limitato e vi fanno risorso solo il 10,6% dei rispondenti, percentuale di molto inferiore rispetto all'uso dei più classici parcheggi in struttura (24,7%).

Ma sarebbe invece maggiore la percentuale di coloro che li vorrebbe utilizzare ma non può perché nella propria città non ce ne sono o non funzionano, cioè il 15,9% dei rispondenti.Percentuale che sale ulterioremente tra i residenti delle piccole città (20,1%) e in generale nell'Italia meridionale e nelle isole (26,8%).

Un discorso simile può essere fatto anche per le piste ciclabili. La bicicletta è un mezzo usato in particolare nella città piccole e medie del nord Italia, mentre è poco utilizzata nelle grandi città e nelle metropoli. Le piste ciclabili sono in effetti utilizzate in particolare nelle città con meno di 50.000 abitanti, dove la percentuale di utilizzatori sale al 25%, e lo sarebbero ancora di più se il sistema funzionasse meglio.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media