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Irrazionale e dispendioso l'uso dei combustibili fossili nel lungo periodo

La tesi dell'ex capo dell'energia della Nasa
domenica 19 maggio 2013
Irrazionale e dispendioso l'uso dei combustibili fossili nel lungo periodo

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Roma, 15 mag. - (Adnkronos) - Qualsiasi strategia di re-industrializzazione che si basi sull'uso massiccio dei combustibili fossili può essere considerata sono nel breve termine, ma è irrazionale e dispendioso pensare che possa invece essere fulcro di un progetto di crescita nel lungo periodo. A sostenerlo è uno scienziato, ex responsabile della ricerca della NASA. James Hansen in una lunga intervista rilasciata al sito di informazione europeo EurActiv ha definito il sistema di scambio degli ETS (certificati di emissione) europei 'inefficace' e ha accusato l'industria di preferire il versamento di 'tangenti' ai governi piuttosto che incoraggiare gli investimenti sulle tecnologie pulite. L'intervista dello scienziato arriva proprio in concomitanza con gli ultimi dati emessi sulla produzione di combustibili fossili negli Stati Uniti, ottenuti dalla frantumazione delle rocce profonde, che mette il paese a pochi anni dal diventare il più importante tra i produttori di combustibili convenzionali al mondo. Ma è anche sullo shale gas Hansen che solleva le sue critiche, affermando che la corsa verso questi nuovi combustibili fossili, shale gas e sabbie bituminose, compromette seriamente l'equilibrio dell'ecosistema e provoca un aumento delle emissioni. Martedì scorso l'Agenzia internazionale per l'energia aveva pubblicato uno studio sulle prospettive a medio termine del petrolio dove si afferma che gli Stati Uniti, grazie al gas shale, entro il 2015 supereranno la Russia come principale produttore mondiale di gas ed entro il 2035 arriveranno ad una totale autonomia energetica.