Roma, 11 ott. - (Adnkronos) - Per quanto riguarda le acque costiere e interne, nel 2012, su un totale di 47 province, 32 sono risultate conformi, mentre nel 2011 erano solo 24. Migliora quindi la qualità delle acque di balneazione costiere e lacustri, ma preoccupa la presenza della microalga Ostreopsis ovata che, in fase di fioritura, può avere effetti tossici sull’ambiente marino, rappresentando una criticità per la fruizione dell’acqua di balneazione. Nel 2011 è stata riscontrata almeno una volta nelle acque costiere di 22 province su 30 e i valori limite sono stati superati in 13 province. Lo rileva il IX rapporto Ispra sulla Qualità dell’Ambiente Urbano che ricorda anche che, secondo l’attuale direttiva europea sulla gestione della qualità delle acque di balneazione, sono necessari 4 anni di monitoraggio per classificare un’acqua di balneazione. L’Italia ha applicato la nuova direttiva a partire dalla stagione balneare 2010, pertanto si trova in un periodo transitorio che prevede una valutazione basata su criteri di conformità non potendo realizzare ancora classificazione definitiva. Questi primi dati, però, fanno bene sperare.




