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Giornata Mondiale dell'Alimentazione al via, lunga la filiera dello spreco

Il 2,47% della produzione resta nel campo, lo spreco domestico vale lo 0,5% del Pil
domenica 20 ottobre 2013
Giornata Mondiale dell'Alimentazione al via, lunga la filiera dello spreco

3' di lettura

Roma, 15 ott. - (Adnkronos) - Nonostante la crisi in Italia si spreca ancora troppo, sul campo, nella distribuzione e in casa. Una lunga filiera dello spreco che pesa sul pianeta, sulle risorse e sull'economia. Lo rileva Last Minute Market che in vista della Giornata Mondiale dell'Alimentazione del 16 ottobre accende i riflettori su quanto cibo buttiamo via ogni anno. Partiamo dal campo: nel 2012, il 2,47% della produzione agricola italiana non è stata raccolta, pari a 12.466.034 quintali di prodotti. La catena dello spreco continua nell’industria agroalimentare, dove lo spreco medio ammonta al 2,6% della produzione finale totale, 2.036.430 tonnellate di prodotti alimentari. Nel campo lo spreco è imputabile alla non convenienza da parte dell’agricoltore a raccogliere il prodotto perché i prezzi di mercato non remunerano il lavoro o per 'difetti commerciali' (troppo grosso o troppo piccolo, o danni dovuti agli eventi atmosferici). Gli sprechi nel settore distributivo riguardano sia i mercati all’ingrosso (centri agroalimentari e mercati ortofrutticoli) sia il sistema distributivo (cash&carry, ipermercati, supermercati e piccolo dettaglio). Nei centri agroalimentari ogni anno dall’1 all’1,2% dell'ortofrutta viene gestita come rifiuto: nel 2012 in questo settore sono stati sprecati e smaltiti come rifiuto 118.317 tonnellate di prodotti ortofrutticoli. La stima degli sprechi originati dal canale distributivo si attesta su 270.776 tonnellate. In casa non siamo più attenti, anzi. Ogni anno lo spreco domestico costa agli italiani 8,7 miliardi di euro: una cifra vertiginosa, che deriva dallo spreco settimanale medio di circa 213 grammi di cibo gettato al costo di 7,06 euro settimanali a famiglia. Sono dati del Rapporto 2013 sullo spreco domestico realizzato da Knowledge for Expo, il nuovo Osservatorio di Swg e Last Minute Market, con l’apporto dell’Osservatorio nazionale sugli sprechi Waste Watcher. Il monitoraggio incrociato fra spreco domestico e spreco nella filiera agro-alimentare condotto in questi mesi da Waste Watcher e da Last Minute Market, ha rilevato che lo spreco alimentare domestico gioca la parte del leone, contando per lo 0,5 % del Pil. Ma il Rapporto 2013 sullo spreco Domestico di Waste Watcher-Last Minute Market rileva anche una controtendenza nella sensibilità degli italiani in tema di spreco: il 90% degli italiani considera 'molto' o 'abbastanza grave' lo spreco alimentare, il 78% si dichiara preoccupato da questo problema, e l’89% vorrebbe ricevere maggiore informazione sulle conseguenze dello spreco e sui sistemi utili a ridurlo. E ancora: il 57% degli italiani dichiara di gettare 'quasi mai' gli avanzi e il cibo non piu' buono, il 27% meno di una volta alla settimana, il 14% almeno una volta a settimana, il 55% dichiara di riutilizzarlo, mentre il 34% lo getta nella spazzatura e il 7% lo usa per gli animali. Le incidenze per regione di residenza riflettono alcune differenze significative: in Campania solo il 47% non getta via cibo quasi mai, mentre in Liguria (68%) Sardegna (66%) e Lombardia (62%) tali percentuali risultano superiori al valore medio complessivo, indicando una tendenza a gettare via cibo inferiore alle altre Regioni. Se fra gli alimenti 'freschi' o non cotti gettati dagli italiani primeggiano frutta (51,2%) e verdura (41,2%), formaggi (30,3%) e pane fresco (27,8%), seguiti da pane fresco (27,8%), latte (25,2%), yogurt (24,5%) e salumi (24,4%), le percentuali calano considerevolmente quando si tratta di cibi cotti: in questo caso gli italiani buttano soprattutto la pasta (9,1%) i cibi pronti (7,9%) e precotti (7,7%).