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Nel Mezzogiorno un tesoro agroalimentare tipici fatto di Igp, Dop e Presìdi Slow Food

domenica 20 ottobre 2013
Nel Mezzogiorno un tesoro agroalimentare tipici fatto di Igp, Dop e Presìdi Slow Food

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Roma, 18 ott. - (Adnkronos) - Un tesoro di prodotti agroalimentari tipici: secondo la Coldiretti, nel Sud Italia si contano ben 98 tra Igp (Indicazione geografica tipica) e Dop (Denominazione di origine protetta) che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario sul totale dei 314 italiani. A primeggiare è la Sicilia, con 26 prodotti tra cui i celebri arancia rossa di Sicilia, pomodoro Pachino e cappero di Pantelleria (tutti Igp) e l'amatissmo pistacchio verde di Bronte (Dop). Segue la Campania con 22 prodotti, con i suoi limoni di Amalfi e di Sorrento (Igp), la mozzarella di bufala campana (Dop), la pasta di Gragnano. La Puglia vanta 16 prodotti tra Igp e Dop, la Calabria 15, La Basilicata 8, la Sardegna 7 e il Molise 4. Ci sono il pane di Altamura e quello di Matera, la cipolla rossa di Tropea, il caciocavallo silano e lo zafferano di Sardegna. Veri e propri fiori all'occhiello della migliore produzione Made in Italy, apprezzata in tutto il mondo, simbolo di una tradizione difesa anche dai Presìdi Slow Food, oltre 200 in tutta Italia che coinvolgono più di 1.600 piccoli produttori tra contadini, pescatori, norcini, pastori, casari, fornai, pasticceri, e che al Sud Italia si possono trovare un po' in tutte le regioni. Anche in questo caso è la Sicilia a farla da padrona tra le regioni del Sud con ben 36 Presìdi: si va dall'aglio rosso di Nubia al carciofo spinoso di Menfi, dalla lenticchia di Ustica alla mandorla di Noto, dalla manna delle Madonie fino al sale marino di Trapani. Ma anche Campania e Puglia non scherzano, rispettivamente con 18 e 17 Presìdi, e poi la Calabria con 5 e la Basilicata con 4 fino all'unico Presidio molisano, quello della 'Signora di Conca Casale', insaccato tradizionale di carne suina, i segreti della cui preparazione sono stati gelosamente custoditi attraversio i secoli da un piccolo gruppo di anziane signore in questo comune tra i monti, sopra Venafro, che conta appena 200 abitanti.