Roma, 25 ott. - (Adnkronos) - Vivono ancora in famiglia ma sono più orientati alla mobilità lavorativa internazionale (oltre il 41% è disposto a trasferirsi all'estero) purché non modifichi troppo le proprie abitudini e lo stile di vita. E non solo. Quasi il 40% sogna di lavorare in una multinazionale. Sono i giovani di oggi che sono stati interrogati da un ricerca realizzata da Istud e presentata a Milano in occasione del convegno 'Dalla scuola al lavoro, attraverso i social' organizzato dalla Fondazione Sodalitas. In particolare dalla ricerca emerge che il 57,1% vive ancora in famiglia contro il 39,2% dei giovani di altre nazionalità e che il 41,5% preferirebbe lavorare all'estero (contro il 27,4% degli stranieri) purché non modifichi troppo le proprie abitudini di vita (23,8%). Si tratta di una generazione che sogna le multinazionali (39,3%) ma che strizza l'occhio anche all'avvio di una propria attività imprenditoriale (15,9%). Per gli studenti, lavorare all'estero vuol dire: avere una migliore opportunità professionale ed entrate in contatto con una cultura lavorativa più orientata alla meritocrazia e meno condizionata dal valore dell'anzianità. L'Europa viene percepita come una destinazione "a basso rischio" mentre l'Asia è culturalmente troppo distante (difficoltà di ambientamento).




