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Elezioni 2018, "Matteo Renzi ha deciso di dimettersi". L'indiscrezione-terremoto dal Pd

Giulio Bucchi
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"Matteo Renzi ha deciso di dimettersi". Dopo il disastro del 4 marzo, la svolta storica del 5 marzo: l'indiscrezione dell'agenzia Ansa è di quelle destinate a segnare la storia del centrosinistra italiano e della politica italiana. La voce proviene dal Nazareno, e a chiedere il passo indietro del segretario sarebbero stati non solo gli anti-renziani, ma anche suoi fedelissimi "spaventati" dalla debacle del partito rimasto per la prima volta nella storia del centrosinistra sotto il 20 per cento.  Pochi minuti dopo arriva il messaggino di (allarmata) smentita di Marco Agnoletti, portavoce del segretario. Tutto inventato? Forse sì, forse no. Di sicuro, il Nazareno sta vivendo le ore successive al voto in uno stato di trance da psicodramma, dove tutto è possibile. Renzi fino alla vigilia ha tenuto duro, sostenendo di non aver nessuna intenzione di mollare anche a fronte di una sconfitta. Ma il 19% non è una sconfitta, ma una Caporetto. E forse a più di qualcuno, tra i dem (anche i più vicini all'ex premier) sta balenando in mente uno scenario che non è poi tanto fantapolitica: "scongelare" le geometrie di un governo a sostegno di Luigi Di Maio e M5s, con il Pd e Liberi e Uguali stampella sinistra dei grillini. Con Renzi, vista l'antipatia umana per Di Maio, sarebbe stato impossibile. Senza di lui, non lo sarebbe più.

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