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Carlo Conti, la cannonata al Sanremo di Caludio Baglioni: "Cosa non torna sulla giuria"

Ventura Cigno
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A poche settimane dalla chiusura del Festival di Sanremo, Carlo Conti ha detto la sua sulla 69esima edizione della kermesse canora, soffermandosi soprattutto su quanto sia importante assicurare la massima qualità alla Giuria d'onore, la quale deve avvalersi di personalità molto competenti.  Conti sa di certo il fatto su Sanremo dopo aver condotto 3 edizioni. Infatti, intervenuto ai microfoni di TvBlog, ha stroncato le voci che lo vedrebbero alla conduzione del Festival 2020 dicendo: "Ho già fatto tre edizioni meravigliose. Quando si fa il triplete, quando si fanno tre Festival belli in questo modo, dal punto di vista musicale e di ascolti è difficile replicare". Ma su un eventuale tris di Claudio Baglioni alla direzione artistica e al timone della prossima manifestazione si è detto più che favorevole, aggiungendo: "Ha dimostrato grande successo, quest'anno Sanremo era ricco e forte musicalmente con un incastro molto bello dove c'era di tutto". Leggi anche: Verissimo, la sorpresa di D'Alessio per la Tatangelo Dopo le polemiche che hanno riguardato la vittoria di Soldi, il brano di Alessandro Mahmood per il quale la Giuria d'onore ha avuto un contributo fondamentale, ribaltando di fatto il risultato del televoto, era inevitabile chiedere il parere di Conti. Se il conduttore ha dichiarato di non avere nulla da ridire sulla tripartizione del voto tra sala stampa, giuria di qualità e telespettatori, ha voluto sottolineare l'importanza della scelta relativa alle personalità e alle competenze dei giurati esperti. Una dichiarazione con la quale, tra le righe, emerge quasi una critica nei riguardi della composizione di quella di quest'anno. "Bisogna stare attenti alle composizione delle giurie dando spazio alla qualità (…) Quando io ho fatto la giuria, che ho chiamato d'esperti, ho cercato di mettere gli esperti della radio e i registi del cinema". Parole che in Rai potrebbero servire da monito per la prossima edizione, viste le polemiche che si sono scatenate su tutti i media in merito alla Giuria d'onore sinistrata, una delle più "odiate" di tutti i tempi. Ricordiamo, infatti, che è stata accusata di aver voluto fortemente la vittoria di Mahmood non tanto per una questione artistico-qualitativa quanto per "motivi politici". 

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