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Ettore Andenna, siluro a Mediaset: giù le mani da Giochi senza frontiere, terremoto televisivo

Maria Pezzi
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Ettore Andenna, conduttore del celebre Giochi senza frontiere, è intervenuto ai microfoni de “L'Italia s'è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell'Università Niccolò Cusano: “Il ritorno di Giochi senza frontiere è richiesto a gran voce in Italia e in tutta Europa. La Rai ha i diritti del titolo fino al 7 luglio 2020, ma dice che rifare il programma costa troppo. All'epoca non ci rendevamo conto che si trattava di un programma che avrebbe fatto la storia. C'era grande bagarre per le selezioni degli atleti, gli ungheresi portavano i campioni di triathlon e pentathlon con le carte d'identità false perché se perdevano scattavano le interrogazioni parlamentari". Per approfondire leggi anche: Giochi senza frontiere a Mediaset? "Se si è mai fatto male qualcuno?", commenta Andenna, "A memoria mia, negli ultimi 7 anni, ci fu una caviglia rotta a Torino e un dito rotto in Francia, ma non per colpa del gioco, per colpa della sciocchineria del concorrente. C'era una grande complicità tra le squadre dei vari Paesi, non sapete quanti amori transnazionali sono nati tra gli atleti di una squadra e dell'altra. Ha unito l'Europa più Giochi senza frontiere che la Comunità europea”

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