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Matrimonio a prima vista, Sara Milani e Stefano Soban ora non possono divorziare: "Presenti irregolarità"

13 Giugno 2019

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Matrimonio a prima vista, Sara Wilma Milani e Stefano Soban non possono divorziare: "Presenti irregolarità"

Sara Wilma Milani e Stefano Soban si sono sposati nel reality Matrimonio a prima vista, ma ora devono affrontare un lungo calvario per divorziare. Nella sentenza emessa dal Tribunale di Pavia il giudice ha infatti confermato che il matrimonio è pienamente valido: i due erano consapevoli del gesto che stavano facendo anche se si trattava di finzione. Ma per il titolare di una gelateria di Alessandria e per la cantante di Abbiategrasso non è stato amore. Il programma, format americano in onda su Sky Uno, aveva come obbiettivo l'esperimento antropologico di formare la coppia perfetta.

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Gli sconosciuti accettavano di sposarsi e di essere spiati dalle telecamere per tre mesi, dai preparativi della cerimonia alla quotidianità dopo il fatidico sì. Nel contratto nessuna clausola pre matrimoniale sulla spartizione dei beni, ma l'impegno a non abbandonare il programma, pena il pagamento di 100 mila euro di penale. Se le cose tra i due non avessero funzionato la società avrebbe dato la possibilità ai coniugi di avviare l'iter di separazione consensuale entro 6 mesi dalla celebrazione del matrimonio, facendosi interamente carico delle spese.

"Ci siamo resi conto che non eravamo così compatibili - racconta Stefano -. Litigavamo spesso, quindi abbiamo pensato di chiedere subito la separazione. A quel punto sono iniziati i problemi". Wilma - su invito della produzione - va in municipio ad Abbiategrasso, suo comune di residenza, per avviare le pratiche e scopre che l'atto non è regolare perché data e luogo non coincidono. "Mi sono rivolta all'avvocato e ho presentato richiesta di annullamento del matrimonio in tribunale - spiega la sposa -. Ma le irregolarità di forma, come abbiamo appreso dalla sentenza, non sarebbero così rilevanti. Una situazione surreale che vorrei risolvere al più presto. Stiamo valutando il ricorso in Appello".

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