Milano, 14 feb. - (Adnkronos) - La donna cinese veste sempre di più made in Italy. E' quanto emerge da una ricerca condotta dal Centro studi di Sistema moda Italia su dati Istat, secondo cui, tra i mercati top-ten di moda femminile italiana, Hong Kong è risultato il primo mercato per ritmo di crescita, con un + 20,2% rispetto al 2012. In generale i numeri più interessanti vengono dalla Cina, che ha registrato un incremento, rispetto al 2012, pari al + 16,8%. Le vendite di moda italiana raggiungono quota 135,4 milioni di euro. In particolare, l'abbigliamento vale poco meno di 100 milioni di euro (+ 12,7% sul 2012); la maglieria si aggira intorno ai 25,4 milioni di euro (+ 26,8% ). La sorpresa positiva è la camiceria con un valore di circa 5 milioni di euro, che segna un + 65% rispetto all'anno precedente; continua, inoltre, il trend positivo dell'abbigliamento in pelle, con un valore pari a 5,4 milioni di euro (+ 19,5%). L'abbigliamento in pelle mostra un saldo positivo, in netta controtendenza rispetto al complesso del tessile moda, con le esportazioni che superano le importazioni per poco più di 400.000 euro. Le donne cinesi mostrano di prediligere i tailleurs (quasi 12,6 milioni di euro), seguiti dai cappotti (quasi 12 milioni di euro) e dalle giacche impermeabili (11,7 milioni di euro). A distanza gli abiti in cotone (7,2 milioni) e i jeans (3,3 milioni). Il mercato cinese sceglie l'Italia anche per gli abiti (2,5 milioni di euro) e per le camicie in seta (1,8 milioni di euro).




