Fortissimo, con le cifre. Il soggetto è il premier degli "80 euro netti" e delle mille promesse, Matteo Renzi. In attesa di verificare i tagli al cuneo fiscale (e in attesa della stangata sulle rendite finanziarie), in attesa di vedere se il Senato lo abolirà (altrimenti, lo ha affermato lui in persona, dirà addio alla politica), in attesa di vedere come declinerà questo fantomatico job acts, il premier si dimostra un campione con i numeri. Beninteso, non quelli snocciolati nelle sua conferenza-stampa show. Si parla dei sondaggi sulla popolarità (il venditore ha fatto bene il suo lavoro: è primo, e per distacco), e si parla soprattutto dello share. Mano al pallottoliere, dunque. Giovedì sera, Renzi era nel salottino di Bruno Vespa. Un'ospitata che a Porta a Porta è valsa un nuovo record: gli ascolti medi sono arrivati al 25,10%, per un totale di oltre 2 milioni di telespettatori. Cifre che immergono Vespa in un brodo di giuggiole. Cifre che valgono un'altra soddisfazione, per Renzi: nella guerra degli ascolti di Porta a Porta, ha battuto il precedente record, firmato dall'ospitata di Silvio Berlusconi il 9 gennaio del 2013, nel pieno della campagna elettorale che ci avrebbe poi consegnato le larghe intese di Enrico Letta.




