Milano, 14 gen. - (Adnkronos) - Nuove prospettive geometriche vanno in scena sulla passerella di Ermanno Scervino che per il prossimo inverno immagina un uomo che veste tessuti preziosi in declinazione sportiva. La scelta spazia dal panno di lana, alla lana cotta, dai tessuti in maglia, lavorata sfoderata o accoppiata bicolore all'alpaca e mohair. Il gioco è anche sugli accostamenti, come il piumino accoppiato al pile o anche alla pelliccia. I motivi sono rivisti in versione micro o macro con il classico damier, il principe di Galles, il pied de puole, le righe a contrasto, resca e occhio di pernice. Protagonisti tabarri e cappotti appoggiati sulle spalle. "E' un uomo contemporaneo, senza età e senza paure - spiega lo stilista all'Adnkronos - che abbina la sartorialità con il concetto dello sport. Un lavoro in armonia, senza eccessi di colore. Sono i damier messi insieme". I volumi dei capispalla sono over, il piumino si nasconde sotto il parka in panno di lana. Per la sera, gli abiti sono in tecno-velluto nero o gessati in maglia stoffa infeltrita. Rispetto ai materiali Scervino sottolinea come essi siano "come le fondamenta per la casa: se non c'è studio sul materiale non v si va avanti. C'è stata una stretta collaborazione tra la sartoria e il maglificio interni alla mia azienda". Gli accessori seguono i motivi della collezione. Per le calzature, la derby è proposta allacciata alta e con suola carrarmato. I colori sono i toni della notte: nero, i grigi, blu notte, a volte illuminati da accenti di bianco ottico, stucco, azzurro e bluette. Rispetto al contesto entro il quale la moda si trova oggi ad operare, Scervino torna a ribadire l'importanza del settore, soprattutto da un punto di vista occupazionale. E forse, finalmente, la politica se ne è accorta: "hanno capito che il made in Italy è la bandiera. Non è qualcosa di superficiale che ha a che fare semplicemente con la bellezza. Sono posti di lavoro. Ha più dipendenti il tessile del metalmeccanico. E penso che lo abbiano capito".




