Prosegue la querelle Signorini-Corona. È stato infatti accolto il ricorso presentato dai legali di Alfonso Signorini, Daniela Missaglia e Domenico Aiello. L'intento era quello di bloccare la seconda puntata di Falsissimo, programma pubblicato su Youtube, attesa oggi e "rimuovere i contenuti già diffusi". Il procedimento del giudice civile Roberto Pertile "ordina" dunque a Fabrizio Corona "di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i video" e "tutti i contenuti (testuali, audio e video)" indicati nel ricorso, "vieta e inibisce" all'ex re dei paparazzi di pubblicare, di diffondere o di condividere, con qualsiasi mezzo o strumento e su qualsiasi hosting provider, qualunque ulteriore video o contenuto di carattere diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o indirettamente, il diritto del ricorrente alla reputazione, all'immagine e alla riservatezza".
Corona aveva annunciato per stasera un'altra puntata, la terza, su quello che lui ha definito il "sistema Signorini" accusandolo di presunti ricatti e favori sessuali richiesti per la partecipazione al Grande Fratello. Accuse che il giornalista ha sempre respinto con forza. Sul caso sono aperti più filoni di indagini in Procura. Sempre il Tribunale civile, poi, ha fissato in 2mila euro "la somma" che Corona "dovrà pagare" a Signorini "per ciascuna singola violazione a ciascuna delle misure sopra indicate moltiplicata per ciascun giorno di ritardo nell'esecuzione di ciascuna delle misure" imposte. In più, la condanna al pagamento delle spese legali per oltre 9mila euro.
Soddisfatti i legali del conduttore tv: "Deve essere chiaro che non è possibile calpestare con disinvoltura e insolenza i diritti individuali delle persone. Non è permesso insultare e torturare sui social il prossimo e non è possibile ricevere tutele per una pianificata e ramificata organizzazione votata alla diffamazione aggravata a scopi di lucro personale". Dito puntato anche contro "i Web Hosting e i grandi colossi della rete sempre pronti a macinare grandi ricavi, senza porsi problemi di etica e responsabilità sono moralmente concorrenti nell'illecito se non favoreggiatori".




