"L’uomo con l’accappatoio di parquet". Dargen D'Amico conquista parecchi telespettatori del Festival di Sanremo 2026, con un esordio brillante dal punto di vista musicale ma soprattutto molto teatrale.
Il rapper milanese, celebre per le sue invettive pro-Pal e di ultra-sinistra sia all'Ariston sia a Domenica In, da Mara Venier (non senza polemiche politiche e strascichi velenosi) stavolta resta lontano dai guai.
La sua Ai ai riflette in tono semiserio su amorazzi esotici (anzi, francesi), bizzarrie della contemporaneità, intelligenze (e deficenze) artificiali. Si sorride mentre la si ascolta (e tanti la danno subito in testa alla classifica), ma soprattutto il pubblico sanremese ride di gusto prima ancora che Dargen si esibisca. Involontariamente, infatti, è il protagonista della prima vera gaffe della serata.
Carlo Conti e Laura Pausini lo stanno per presentare ma D'Amico entra subito sul palco. Il pubblico esplode in una risata, lo staff lo trattiene, facendolo rientrare dietro le quinte in fretta e furia. Conti sembra sbiancare: "Cosa succede?" (qualcuno giura sia scappato qualcos'altro). Niente paura: stop ai preamboli, e Dargen può partire con il suo rap pop e festaiolo. Bene così.




