L'AI, l'intelligenza artificiale, sta cambiando anche l'intrattenimento e tutto lo show business. Ma in che modo? Possiamo iniziare a raccontare questa rivoluzione non partendo dagli studi di registrazione (dove il ruolo di chi crea musica probabilmente oggi con le sue emozioni resta centrale), ma dai grandi schermi su cui vanno in scena le coinvolgenti immagini degli show elettronici dell'italiano Anyma (a settembre finalmente a Milano), gli stessi schermi che animano ogni weekend un top club come il Bolgia di Bergamo.
Senza la capacità dell'AI di generare immagini di qualità, le grandi discoteche internazionali oggi non riuscirebbero più a coinvolgere ogni notte migliaia e migliaia di giovani. Le tendenze musicali sono strane e piacciono le nicchie, niente riesce ad imporsi davvero tranne il sound urban, che nei club piace fino a un certo punto (USA esclusi). Al Bolgia, ad esempio, ogni notte, in ogni stagione (estate compresa), si ballano sound diversi: di solito, in una sala il ritmo è hard techno, nell'altra il ritmo è tech house.
Se quindi uno dei lavori creativi del presente e del futuro è senz'altro il creatore di video per show musicali e dintorni, l'AI non cambierà senz'altro il ruolo di chi lavora dietro al bancone dei locali. Magari come sushiman. Milano è infatti una delle capitali mondiali del sushi. E questo piatto cresce in tutta Italia. Secondo Businesscoot, nel periodo 2024‑2025, il sushi in Italia ha registrato un incremento del +32,9%. Secondo Business Research Insights, poi, il boom del sushi non è solo italiano. Oggi il mercato globale vale 6,82 miliardi di dollari e varrà 13,54 miliardi di dollari entro il 2035. Chi vuol crescere come sushiman in Italia ha a disposizione diverse opzioni. I corsi AIRG / WSSI sono però gli unici ad essere riconosciuti dal governo giapponese. L'Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi li propone ogni anno e culminano con Italy Sushi Cup, selezione italiana per il World Sushi Cup. A guidare docenti e giudici, un sushi master internazionale, che nel 2026 è stato il maestro giapponese Yamazaki Gentaro.
Restando dietro al bancone, ma passando ai bar, l'AI cosa sta cambiando? «Forse un robot potrebbe realizzare ottimi cocktail, ma prima qualcuno deve comunque crearli e assaggiarli. E poi il contatto umano è insostituibile», spiega Michele Piagno, esperto di mixology di livello internazionale che spesso tiene corsi da barman, soprattutto nel suo Friuli. Tutti o quasi vanno sold out, perché i locali hanno sempre bisogno di personale. «Non c'è nessuna differenza tra baristi e barman. Facciamo tutti lo stesso lavoro, che non è solo quello di fare cocktail e cappuccini, è quello di regalare momenti di relax ai nostri clienti», conclude Piagno.
In effetti, chi gestisce locali come Hotel Costez in Franciacorta, che d'estate si trasferisce a La Caleta, bella piscina a Castrezzato oppure il grande MOLO a Brescia oppure ancora River Garden a Soncino (Cremona), non può puntare soltanto su top DJ e dintorni. Il personale, formato da ragazze e ragazzi che lavorano mentre si divertono (e viceversa), si divide tra sala, cambusa, tavoli e rappresenta davvero il locale.
In discoteca, alle feste e nei ristoranti con musica, si va per l'atmosfera unica che ogni situazione propone. «I nostri brand, ovvero The Beach e Cava, tra Sharm e Palermo, sono pensati per chi desidera condividere momenti felici con le persone a cui vuole bene», racconta l'imprenditore Manuel Dallori. «L’atmosfera è luxury, ma continuiamo a puntare, anche con Shagara, il nostro nuovo progetto a Sharm, su un’idea di lusso accessibile: ambienti curati in ogni particolare, aperti a chi sceglie di vivere un’esperienza speciale. In Sicilia, inoltre, questa estate alziamo ulteriormente il livello, sia nell’offerta gastronomica sia nella programmazione artistica».
E come stanno cambiando i DJ? Il ruolo del PR oggi, nei locali, quasi non esiste più, e i DJ, a parte pochissimi casi come Guetta ed il già citato Anyma, non sono mai davvero diventati vere rockstar del mixer. Sono ormai veri professionisti. «Un tempo, quando internet non c’era, si andava in discoteca per ascoltare e ballare un certo tipo di musica. Quando alla fine degli anni ’70 artisti come Giorgio Moroder, Rockets e Kraftwerk hanno portato l’elettronica sul mercato discografico, è stato l’inizio della rivoluzione», spiega Franco B., professionista del sound attivo a Bolzano e altrove, spesso pure a Monaco. «Oggi è tutto diverso: noi DJ dobbiamo mixare già dopo 2 minuti perché chi è in pista vuole versioni che io chiamo “mordi e fuggi”. Tutto cambia, chissà che presto non vedremo novità di grande livello».
I DJ poi non fanno più solo ballare. L'estate 2026 del romagnolo Alessandro BR1 è iniziata con stile ed energia per questo DJ producer tra Roma, dove vive, e i tanti club che ospitano i suoi set. Si alterna soprattutto tra il Singita di Marina di Ravenna e l'Alto di Roma. Sono spazi perfetti per rilassarsi, bere e mangiare qualcosa di buono, anzi eccellente. Il milanese RSoul coordina infine Collectif D'Artistes Méditerranéens, un progetto culturale e musicale che nasce dall'incontro tra musica elettronica contemporanea, tradizione sonora mediterranea e immaginario territoriale. La sua ricerca si muove lungo una linea precisa: costruire un linguaggio sonoro capace di unire eleganza ed apertura internazionale... E, chiaramente, pure con un certo stile.




