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Tg1, Marc Innaro è sparito dopo la frase sconcertante su Vladimir Putin: cala la mannaia in Rai

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Marc Innaro sparito dal Tg1. Il corrispondente Rai da Mosca non appare più in collegamento. Complici, forse, le considerazioni durante uno speciale del Tg2 Post di venerdì scorso. Qui Innaro aveva ammesso che "basta guardare la cartina geografica per capire che, negli ultimi 30 anni, chi si è allargato non è stata la Russia, ma la Nato". Insomma, un modo come un altro per prendere le difese di Putin in Ucraina. E infatti quelle parole non erano passate inosservate nemmeno in diretta, dove lo stesso Gennaro Sangiuliano era intervenuto per sottolineare: "Chi è l'aggressore, ovvero la Russia di Putin, e chi è l'aggredito, l'Ucraina".

 

 

Ma non solo, perché in risposta al giornalista ci sono stati anche l'intervento di condanna di Enrico Letta e un'interrogazione del Pd in commissione di Vigilanza. Quest'ultima ha chiesto a Viale Mazzini di "ruotare i corrispondenti". E la Rai sembra aver accolto la richiesta: da quattro giorni Innaro, che è anche capo sede Rai a Mosca, è sparito dai radar del Tg1, mentre continua a lavorare per tutte le altre testate: Tg2, Tg3, Gr radio e Rainews.

 

 

Guai però parlare di censura. La direttrice del Tg1, Monica Maggioni, la spiega così: "Da qualche giorno abbiamo a Mosca anche l'inviato del Tg1, Alessandro Cassieri, ex capo sede a Parigi con un passato da corrispondente in Russia. Avendo un nostro inviato, è normale che ci colleghiamo con lui". Ma Michele Anzaldi, segretario della Commissione di Vigilanza Rai, rincara la dose definendo "troppi" e "senza alcun coordinamento" gli inviati. "Ce ne volevano di meno - è la sua osservazione -, ma organizzati meglio, senza doppioni tra i vari tg". 

 

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