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Galimberti, "nuovo scenario di guerra: seguite le armi nucleari"

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Alle 7 e mezza del mattino comincia una operazione golpista, Vladimir Putin va in televisione a dire che gli uomini del Gruppo Wagner "sono traditori, non faremo prigionieri", alle 7 di sera, meno di 12 ore dopo, il presidente russo concede l'amnistia ai ribelli e poi il loro capo, Evgeni Prigozhin, sparisce. Cosa sta succedendo in Russia?

 

 

 

Alla domanda di una sconcertata Concita De Gregorio a In Onda su La7 prova a rispondere il professore Umberto Galimberti. E la sua sembra un angosciante profezia: "Io ho un'ipotesi che mi sono fatto vedendo la concatenazione dei fatti. Se prima sapevano già che Prigozhin faceva quella operazione, perché Putin non è intervenuto, non l'ha bloccato, non ha mosso l'esercito quando loro avanzavano?". Tradotto: questo golpe assomiglia sempre più a una messinscena.

 

 

 

"Golpe, Prigozhin e guerra nucleare": profezia Galimberti, guarda il video 

 

Secondo punto: le armi nucleari che sono state trasferite in Bielorussia. "Per quale motivo? - si chiede Galimberti - Lukashenko sappiamo benissimo che è una pedina di Putin, non è un dittatore che ragiona con la sua testa". Eppure è stato il mediatore, che ha fatto siglare la pace tra Prigozhin e il Cremlino accettando, guarda un po', di ospitare il capo della Wagner.

 

 

 

"E allora io penso che l'operazione, vista la dimensione fallimentare e statica di questa guerra - conclude Galimberti -, sia spostare lo scenario di guerra. Prendere Kiev significherebbe realizzare il sogno di Putin e lui riacquisterebbe tutta la sua gloria". E farlo partendo da Minski, con le testate nucleari già schierate e con Prigozhin pronto a guidare il blitz, potrebbe essere molto, molto più facile.

 

 

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