Elly Schelin umiliata dall'elettore Pd alla Festa de L'Unità

di Claudio Brigliadorimartedì 15 luglio 2025
Elly Schelin umiliata dall'elettore Pd alla Festa de L'Unità

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L’immagine è suggestiva. Il tendone della Festa dell’Unità battuto dalla pioggia di Roma. Una serata «sotto il diluvio» per un Pd «verso la tempesta», chiosa l’inviato di L’aria che tira Estate, su La7, che si aggira tra i militanti sempre più sbattuti e dall’aria affranta e un po’ malinconica e chiede: «Elly Schlein sarà la candidata premier?». Prima risposta: «Se devo essere sincero, forse serve uno con un po’ più pelo sullo stomaco».

Qualcuno è più clemente: «Sta tentando di spostare il partito più a sinistra, speriamo che continui così. I riformisti dove li rimettiamo? Al loro posto, a riformare». «Questo Pd può guidare l’opposizione contro Giorgia Meloni?», è la domanda delle domande. «Sì ma solo se rispettiamo la parola che c’è scritta all’ingresso», spiega una partecipante alla Festa: e quella parola è «unità».



Schlein e la festa dell'Unità, guarda qui il video di L'aria che tira Estate su La7

Impresa difficile, forse impossibile. E un po’ sadicamente il conduttore Francesco Magnani ne chiede conto a Pina Picierno, eurodeputata Pd, voce critica rispetto alla linea più ortodossa e radicale (incarnata da colleghi come Marco Tarquinio e Cecilia Strada, ma non solo loro, tra Strasburgo e Bruxelles) e spesso in polemica con la stessa Schlein e la segreteria dem. In collegamento con lo studio, l’esponente campana dice di sentirsi «a casa sua» nel Pd.

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«Sono una delle fondatrici» di un partito «che è nato dalla sintesi di culture politiche diverse, tutte fondamentali e che contribuiscono alla definizione del più grande partito di massa che è all’opposizione del governo Meloni - rivendica con orgoglio -. La Festa de l’Unità è ormai un esperimento unico nel nostro Paese». Ma qua c’è un problema politico di fondo: la coalizione impossibile con chi, come Giuseppe Conte e il suo Movimento 5 Stelle, si oppone senza se e senza ma al riarmo. «Ma guardi che anche in passato si sono messe insieme cose diverse. Pensi all’Ulivo, penso a Mastella con Rifondazione. Non è un fatto nuovo, si può fare ma a condizione che ci sia un programma di governo credibile con il quale ci si presenta agli elettori che lo valutano». Tutto molto bello. Nessuno però le ha fatto notare come il richiamo alla stagione di Romano Prodi non risulti né fausto né benaugurante, dal momento che il Professore cadde (di nuovo) dopo pochi mesi a Palazzo Chigi proprio in virtù del fuoco rosso su Mastella. A meno che, e qui viene il dubbio, quello della Picierna non sia una velenosissima, ironica battuta. A Schlein il compito di raccoglierla.

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