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Crans Montana, Bernardini De Pace inchioda i gestori: "Ecco la verità"

di Roberto Tortoramercoledì 7 gennaio 2026
Crans Montana, Bernardini De Pace inchioda i gestori: "Ecco la verità"

3' di lettura

La tragedia di Crans Montana ha inaugurato nel peggiore dei modi questo 2026 ed è inevitabile continuare ad approfondire cause e responsabilità che hanno portato alla morte di oltre 40 persone, la maggior parte di queste giovanissimi in età adolescenziale. Se ne parla a 4 di Sera, programma quotidiano di approfondimento e di attualità in onda su Rete 4.

In studio c’è l’avvocato matrimonialista Annamaria Bernardini De Pace, che punta il dito contro i gestori francesi, Jacques Moretti e Jessica Maric: “La verità è che una situazione di questo genere c’è la deresponsabilizzazione assoluta dei gestori, di quelli che devono fare i controlli, di quelli che hanno dato la licenza, perché non ci può essere una licenza per far ballare 400 persone laddove non sappiamo ancora quanti sono i metri quadri in tutto. Abbiamo visto le fotografie e sembrano spazi molto piccoli per 400 persone, per cui trovo assurdo che tutte queste persone responsabili non siano tenute quanto meno ai domiciliari, perché c'è la possibilità di inquinamento delle prove, c'è la possibilità di scappare, c'è la possibilità di ridurre il proprio patrimonio in tutti i modi per non dover pagare un giorno il risarcimento del danno”.

Si accoda a lei il giornalista Antonio Caprarica: “Il problema si sposta nuovamente sul dio profitto, perché la verità è che i gestori hanno risparmiato e cercato di guadagnare il più possibile, che il Comune probabilmente ha chiuso un occhio. Non so se per corruzione, probabilmente non per quello, ma basta l'attenzione all'interesse economico dell'intero comprensorio. Le responsabilità sono molto lucide e la cosa più grave è che purtroppo la voce di Bernasconi è stata una delle poche voci a incrinare un clima quasi omertoso che si è stabilito attorno a questa tragedia in questo Paese, perché l'interesse economico ha fatto da padrone fino a oggi”.

Il dem Paolo Romano sposta il focus sul nostro Paese: “Abbiamo avuto alcuni locali in Italia, anche di recente, come nel 2023 il Lime a Milano che, però, ha purtroppo preso fuoco quando era chiuso. C'è un tema di sicurezza dei luoghi della notte per un motivo molto semplice: spesso si guarda ai luoghi della notte come luoghi di perdizione, come luoghi da non frequentare, come luoghi negativi e questo toglie un pezzo di luce su queste cose. Io penso che noi invece dovremmo parlare della notte, dovremmo parlare della notte in sicurezza, del diritto a divertirsi ma in sicurezza. È giusto che ci sia il lutto nazionale, è giusto evitare la pornografia del dolore inseguendo le famiglie ma in Italia. Ci sono dei bar che possono fare le attività della discoteca per un breve periodo senza dover aderire ai controlli di legge delle discoteche e questa è una cosa che dobbiamo guardare perché è molto pericolosa".