In America la sbornia collettiva da basket universitario la chiamano March madness. Gli Stati Uniti si fermano davanti alla tv per assistere alle finali del torneo Ncaa, con i migliori giocatori già in rampa di lancio direzione Nba. In Italia qualcosa di simile si può verificare per una finale di Champions League di una nostra squadra, o un Mondiale di calcio con gli azzurri a giocarsi il trionfo (roba ormai da preistoria). Oppure per Sanremo. La settimana del Festival è impressionante: la cronaca si congela, i palinsesti tv diventano un monocolore, addirittura la politica salvo cause di forza maggiore finisce per concentrarsi su quanto avviene in Riviera e ignorare il resto.
In questo clima da ossessione, logico che anche gli addetti ai lavori talvolta si facciano prendere la mano. I giornalisti in conferenza stampa all’Ariston torchiano i conduttori e dirigenti Rai di turno credendo forse di trovarsi sul set di Tutti gli uomini del presidente. E gli inviati perdono il controllo. A Storie italiane, per esempio, Eleonora Daniele si trova a dover frenare gli ardori di uno dei suoi collaboratori sguinzagliati in Liguria. La scena, andata in onda nel seguitissimo programma mattutino di Rai 1, è surreale. L'inviato infatti inizia a correre per le strade di Sanremo, inseguito dal cameraman e totalmente incurante del traffico, facendo slalom tra le auto dei sanremesi a rischio della propria incolumità.
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Flop chi? Carlo Conti zittisce tutti con i dati d'ascolto della terza serata di Sanremo 2026; numeri che ribaltano l...«Aspettate un attimo perché vedo Banchero in mezzo alle macchine, al traffico? Cosa stai combinando Banchero?», gli domanda la Daniele, visibilmente preoccupata. Raggiunto il marciapiede, il giornalista quasi si scusa: «Solito cinema Eleonora... Stiamo andando a un appuntamento con uno dei protagonisti di Sanremo... È sempre un’avventura».
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