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È sempre cartabianca, solo insulti a Donald Trump: cosa va in onda

di Claudio Brigliadorivenerdì 6 marzo 2026
È sempre cartabianca, solo insulti a Donald Trump: cosa va in onda

2' di lettura

Scegliete: o gli insulti o l’Apocalisse. Il dibattito sulla guerra in Iran in studio a È sempre Cartabianca, su Rete 4, assume contorni piuttosto foschi. Rula Jebreal e Concita De Gregorio, ospiti di Bianca Berlinguer, partono e finiscono nello stesso modo: la colpa del conflitto è di Bibi, eppure le parole peggiori se le guadagna Donald Trump.

«Vuoi dire che è stato in qualche modo Netanyahu a decidere sull’accelerazione di questo bombardamento?», domanda la conduttrice. «Sara Jacobs (deputata americana di origini ebraiche, ndr) ha detto che sono 40 anni che Netanyahu vorrebbe bombardare l’Iran. Ha cercato di spingere tutti i presidenti americani. Trump è l’unico stupido abbastanza da farlo».

«È chiaro che Netanyahu sta approfittando di questa situazione per regolare i suoi conti - aggiunge poco dopo la De Gregorio, firma di Repubblica -, sta approfittando della solidarietà e dell’appoggio del presidente degli Stati Uniti per regolare la sua partita nel suo scenario, nel suo scacchiere, ma noi cosa c’entriamo in questo? L’Italia muta, l’Europa balbuziente». A Teheran si è intanto aperto il post-Khamenei: «L’erede potrebbe essere il figlio, quindi il modello Venezuela non ha funzionato evidentemente. Mi sembra che Trump non sia nel novero delle persone che stanno scegliendo il successore di Khamenei, allora la situazione può solo peggiorare». 

Vede nero anche Mauro Corona, che prima riassume i misfatti dell’ayatollah morto («Uno che ha fatto fuori 30-40mila persone, ragazzi... sparavano ad altezza uomo perché si ribellavano») e poi si lancia in una profezia: «Ci sono le fazioni opposte... Io spero soltanto che a questo punto entri una democrazia, entri qualcuno e ridia libertà a queste persone. Prevedo una crisi economica molto seria, mancheranno prodotti, i prezzi andranno alle stelle, chi potrà permetterselo lo avrà, torneremo alle stufe a legna almeno in montagna».

«Ma lei non ce l’ha già la stufa a legna? », gli chiede la Berlinguer. E lui: «Sì, ce l’ho e ho avuto anche delle discussioni con pseudo ambientalisti, di quelli che hanno il sedere sulle poltrone a Milano e Roma. Ci sono miliardi di centrali a carbone, miliardi di automobili a gasolio, a benzina... E cos’è che inquina l’aria? La stufa del montanaro». Un sorriso, perlomeno, lo strappa.