Fabrizio Biggio sperimenta ancora. Non solo con Fiorello ma anche in solitaria o meglio, come dice lui «un passo dietro le Teche Rai» nel nuovo programma Techegram, original della direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali e di Rai Teche che da martedì 31 marzo andrà in onda su RaiPlay e dall’8 aprile alle 8 di mattina anche su Rai2. È un momento particolarmente fortunato quello di Biggio, confermatissimo nel ruolo di “spalla” di Fiore ogni giorno in radiovisione con La Pennicanza, fresco del successo della fiction di RaiUno Le libere donne dove per la prima volta ha interpretato un ruolo drammatico e presto, forse addirittura entro l’anno, di nuovo sul grande schermo con Francesco Mandelli in un nuovo capitolo de I soliti idioti.
Biggio, non solo esordirà alla conduzione di un programma tutto suo ma lancerà un genere nuovo: il social show. Di che si tratta?
«Beh anzitutto non sarò da solo. Avrò un ospite diverso in ogni puntata e sarà un grandissimo onore per me essere...affiancato dalle Teche Rai che amo particolarmente».
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Anche a La Pennicanza, il programma di intrattenimento radiofonico in onda su Rai Radio 2 si è tornati a parlare ...E i social che c’entrano?
«È quella la vera formula nuova. Perché Techegram sarà uno show televisivo che avrà i tempi e i ritmi di un social network perché i video che vediamo si scrollano invece di essere mandati in onda e quindi sarà quello il momento in cui lo show diventerà un social show».
Scrollando le Teche qual è la scena o il personaggio più social?
«Sicuramente Corrado perché era moderno, pieno di inventiva, dissacrante. Riusciva a creare situazioni, ai tempi, che oggi sarebbero sicuramente diventate dei meme».
Invece, a giudicare dalla sua carriera, si può dire che questo sia l’ennesima occasione che ha avuto di sperimentare: da Mtv a Viva Rai2! con Fiorello e ora porta il linguaggio social in tv...
«Da questo elenco di esperienze posso solo dire di essere stato molto fortunato a poter fare sempre cose nuove in cui ho creduto. Del resto ritengo che sperimentare sia il sale del nostro mestiere».
A proposito di Fiorello. Ha detto di non averlo invitato nel suo show. Perché?
«Lui è così pigro che se la sarebbe presa se l’avessi invitato... Avrei potuto sperare in una sua partecipazione se fossi andato a registrare la puntata nel salotto di casa sua». (Ride).
Lei ha detto che Fiorello si stanca dei suoi stessi programmi. Cosa intende?
«Si stanca prima ancora che un suo programma diventi vecchio. Lui ha bisogno di stupire sempre e soprattutto vuole rispettare i telespettatori. Non vuole approfittare mai del fatto che il pubblico possa essersi affezionato a uno spettacolo e vuole offrire sempre nuovi stimoli».
Per questo ha bisogno di interagire sempre con delle “spalle”?
«Ma lui non ne ha bisogno! Nei grandi one man show come Stasera pago io sul palco è da solo a fare il suo show. Nella formula radiofonica e televisiva degli ultimi anni, invece, ora si trova bene in coppia, proprio perché gli piace sperimentare, quindi anche se potrebbe farlo da solo, ha intuito che in due ci sono tante altre possibilità che si aprono, come fare degli sketch per esempio, che da solo magari non potrebbe fare, e quindi ha aperto, vedi, a un’altra opzione nuova... »
Se dovesse dare un’idea per portare la tv fuori dalla crisi cosa consiglierebbe?
«Si parla sempre di crisi, in realtà ci sono programmi di lunghissima data ai quali il pubblico è ancora affezionatissimo. Però al tempo stesso credo che bisognerebbe tornare anche a osare un po’di più».
Come?
«Come accade anche nel cinema in cui ci sono i film più larghi ma, quando si vuole sperimentare un po’, lo si fa con produzioni più piccole. Così si dovrebbe fare in tv, puntando a volte su programmi più piccoli ma nuovi!».
Invece, a proposito di cinema, non sono nuovi I soliti idioti ma, ha detto Mandelli, che ci siete cascati di nuovo. È così?
«Eh sì. Stiamo lavorando a un film che speriamo esca entro quest’anno. Siamo molto contenti perché torniamo al film a episodi, quindi con degli sketch veri e propri che si propongono, come idea, di raccontare addirittura la storia dell’umanità. Dalla preistoria a oggi... in una cornice tutta particolare...e impegnativa».




