La sua immagine è iconica, lo spot uno di quelli "cult" degli anni 80, il periodo d'oro delle reclame televisive: è morto Franco Botto, diventato mito in pochi secondi. Cappello di lana in testa, baffo d'ordinanza, pipa in bocca e una scatoletta di tonno "Insuperabile", con sullo sfondo un porto.
Botto, classe 1949, non era un divo dello spettacolo e la sua vita, prima e dopo quella pubblicità, è continuata lontana dal piccolo schermo, anche se la celebrità che quell'apparizione gli aveva regalato non se n'è mai andata, nemmeno decenni dopo.
Era responsabile tecnico di Fincantieri di Riva Trigoso, quindi negli anni Duemila è stato assessore comunale a Moneglia (Genova). Sempre a Moneglia, negli ultimi anni, era perfino diventato allenatore di calcio nel settore giovanile della squadra di calcio locale e una volta andato in pensione è sempre rimasto legato alla Liguria e alla cittadina sul mare.
Una vita pienissima, varia, libera, paradossalmente lontana dai riflettori. Eppure sono bastati quei 7 secondi: "Tonno Insuperabile. Centosettanta grammi di bontà. In olio d'oliva", quella pausa e quel rametto d'ulivo agitato davanti alla telecamera per farne uno dei volti più amati nelle case degli italiani, di generazione in generazione.
Franco Botto, guarda qui il vide dello spot di "Tonno Insuperabile" su Youtube




