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Garlasco, il report di Alessandra Ghisleri: ecco cosa non vogliono rivelare

di Claudio Brigliadorimercoledì 6 maggio 2026
Garlasco, il report di Alessandra Ghisleri: ecco cosa non vogliono rivelare

2' di lettura

«Roma Capitale, vieni avanti. Io ti vedo!». Piero Chiambretti ha aperto così sabato scorso la terza stagione di Fin che la barca va, riveduta e corretta. Sei puntate, al sabato, settanta minuti dalle 20 su Rai 3. Stessa location, la barca che naviga sul Tevere, e format leggermente modificato.

Due momenti distinti, due “movimenti”: “Col vento in poppa” e “Controcorrente”. Non cambia invece l'approccio alla materia televisiva: scanzonato, leggero ma non superficiale, ironico. Si naviga nella cronaca e nell’attualità, tra informazione e cultura. Nessun ambizione di dare lezioni, semmai la voglia di guardare al mondo con sguardo un po’ laterale e fuori dagli schemi.

Il programma è di Chiambretti e Roberto Ebale scritto con Tiberio Fusco. Per rendere l’idea, basta citare i due ospiti del debutto: monsignor Vincenzo Paglia e Pif, il sacro e il profano insieme in direzione Isola Tiberina. Paglia ha pubblicato da poco La vita e l’attesa (Vita e Pensiero), un libro sulla terza età. Poi i compagni di navigazione: due vecchi lupi di mare come Giorgio Dell’Arti e Claudio Sabelli Fioretti, il re degli archivi e il mago delle interviste. «Chissà quante tempeste ormonali avrà dovuto affrontare», domanda l’ex Postino impertinente. Sabelli Fioretti lo spiazza: «Dovrei rispondere? Non ha messo il punto di domanda, caro Chiambretti». Giusto per far capire che aria tira. Dell’Arti invece viene presentato come «giornalista e scrittore»: «La “e” non la voglio, sono giornalista e basta», replica secco.

Quindi Alessandra Ghisleri, l’infallibile sondaggista che ogni settimana tasta il polso all’Italia. «La nostra quota rosa, numerologa. Le piace l’etichetta?», provoca Pierino. Risposta: «Possiamo trovare qualcosa di meglio?». «Cosa le diceva Berlusconi?», la incalza Chiambretti. Confermato l’esperto di linguaggi della comunicazione Patrick Facciolo. E Marco Gregoretti, con la sua rubrica “Macchianera”. Esperimento interessante: parlare dei fatti di “nera” in un minuto e 40 secondi, una sfida al chiacchiericcio della «tv del dolore».

All’esordio si parla di Crans-Montana ma un passaggio interessante è quello su Garlasco: «Il 55% pensa sia stato Stasi - rivela Ghisleri -, il 30% pensa a Sempio e sta crescendo un nuovo partito, quello del “non ci dicono la verità”. Sempio naviga in cattive acque...».