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Lega, il piano per fermare l'islamizzazione in Italia

di Fabio Rubinigiovedì 14 maggio 2026
Lega, il piano per fermare l'islamizzazione in Italia

3' di lettura

Un dossier di oltre cinquanta pagine per contrastare l’islamizzazione del nostro Paese. Dopo le polemiche per qualche candidato scomodo “scappato” alle segreterie territoriali, la Lega torna a fare la Lega. E a chiedere agli alleati- quasi sfidandoli-, nell’ultimo anno di governo, una decisa accelerazione sulla questione religioso/migratoria. Il documento, scritto a sei mani dalle europarlamentari Silvia Sardone che del Carroccio è anche vice segretaria -, Susanna Ceccardi e Anna Maria Cisint, è un mix tra proposte che sono già oggetto di discussione nelle aule parlamentari e novità normative che, nelle intenzioni delle proponenti, dovranno diventare presto legge. Il tutto diviso in otto capitoli che affrontano altrettante tematiche e che, a detta delle tre europarlamentari: «Hanno la finalità di contrastare l’islamizzazione e la radicalizzazione e di garantire la legalità affinché l’Italia abbia un futuro».

Il documento parte con la necessità di regolamentare le confessioni religiose che non hanno firmato un’intesa con lo Stato italiano. E l’islam è l’unica grande religione monoteistica a non averlo fatto. La proposta prevede «l’istituzione di un registro degli enti e dei ministri di culto; un sistema sanzionatorio per i predicatori radicalizzati, con pene che prevedono il carcere e l’interdizione dai pubblici uffici. A queste misure vanno aggiunte poi quelle riguardanti gli abusi edilizi e quelle sulla trasparenza dei finanziamenti, soprattutto quelli che arrivano dall’estero.

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Altri due capitoli riguardano il velo. Innanzitutto si chiede di modificare la norma che regola il “giustificato motivo” che permette di indossare in pubblico il velo integrale e viene introdotto un nuovo reato, quello di «costrizione all’occultamento del volto», che riguarda la sfera dei diritti negati alle donne. Poi c’è la questione del divieto assoluto di indossare qualunque tipo di velo (integrale e non) per le bambine sotto i 14 anni. Questo, si legge nel documento, «al fine di garantire una reale integrazione, la migliore formazione degli studenti e la parità dei diritti di bambine e adolescenti».

I capitoli quattro e cinque riguardano invece i minori stranieri non accompagnati. Due le proposte. La prima prevede procedure accelerate per la valutazione delle pratiche per i soggetti che hanno precedenti o che dichiarano il falso. La seconda prevede che il controllo sulla reale età del soggetto sia fatta sempre e non, come accade ora, solo nei casi in cui vi sono dubbi. Torna in campo anche la proposta del permesso di soggiorno a punti: nel dossier si legge che il punteggio iniziale passerà dagli attuali 16 a 5 punti; e nei primi 12 mesi di permanenza lo straniero dovrà raggiungere i venti punti. Inoltre se i comportamenti dovessero far scendere i punti sotto i 15, il permesso di soggiorno verrebbe ritirato automaticamente.

La Lega chiede anche una razionalizzazione del sistema di riconoscimento della cittadinanza e di accesso allo status di “lungo soggiornante”, status che consentono l’immediato e pieno accesso ai diritti sociali, con un grave onere per le finanze pubbliche. Infine la norma mirata a contrastare l’islamizzazione nelle scuole e che vieta le sempre più numerose iniziative che gli istituti mettono in atto per far conoscere l’islam agli studenti. Iniziative che quasi mai ne prevedono di analoghe nei confronti del cattolicesimo.

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In conclusione per Sardone, Ceccardi e Cisint, «lo Stato non può restare in silenzio davanti alla sistematica violazione delle nostre leggi e dei nostri valori, perpetrata da chi porta in seno il germe del fondamentalismo islamico. Resta il massimo rispetto per chi professa una religione diversa dalla nostra, ma non possiamo tollerare derive fondamentaliste in contrasto con i valori di dignità e libertà, che nella nostra società sono riconosciuti a tutti i cittadini». Presente alla conferenza stampa anche il vice presidente del Senato, Gian Marco Centinaio: «Massimo rispetto per l’islam, ma non possiamo tollerare derive fondamentaliste che sono in contrasto coi nostri valori».

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