Per fortuna della sinistra il record di permanenza a Palazzo Chigi messo a segno da Giorgia Meloni è ormai archiviato. Negli ultimi giorni, infatti, nei talk tv era scattato un grave allarme sanitario: quello dei fegati spappolati per l’invidia. Traduzione: grosse, grasse rosicate. Una corsa a sminuire il primato della premier con toni talmente livorosi da apparire grotteschi.
La corona, in questo senso, se l’è guadagnata Giuseppe Conte. Ospite di Paolo Del Debbio a 4 di Sera, su Rete 4, poche ore prima della manifestazione di Bari, il leader del Movimento 5 Stelle collegato da Genova minimizza: «Questo governo si appresta ad auto-celebrare un record, che è quello della longevità. Però dal punto di vista di chi è stato a Palazzo Chigi è anche purtroppo una grande responsabilità, la grande responsabilità di aver avuto quattro anni, di aver fatto zero riforme e, al di là dei loro record fantasmagorici che raccontano, avere gli italiani con le buste paga leggerissime, avere italiani che hanno difficoltà a fare il pieno di carburanti alle stazioni di servizio, hanno la difficoltà di fare la spesa, che è aumentata notevolmente, il caro bollette. E questa è la realtà di un Paese che ha poco da festeggiare». Non solo: «Il governo più longevo significa il governo anche più responsabile, perché 4 anni sono tantissimi, questo Paese si poteva cambiare, c’è stata invece la scelta di fare un accordo con i poteri forti e quindi sono ingrassate banche, sono ingrassate industrie militari, sono ingrassati ovviamente i poteri forti, i fondi di investimento».
In studio, interviene Paolo Liguori e si rivolge direttamente a Meloni: «Che il Signore le conservi la salute perché l’invidia e la gelosia in questo Paese sono enormi». A Conte saranno fischiate le orecchie. «Questa è la prima Presidente donna, nessuno ci scommetteva - continua il direttore -. La sinistra progressista, una donna l’ha eletta presidente della Camera, ma è più facile, Nilde Iotti. Una grande presidente, nominata in un’Europa turbolenta, attraversata da guerre interne che le nostre fanno ridere. Noi abbiamo messo questa donna che veniva da un’esperienza precedente ma non aveva mai fatto quello e intanto abbiamo sottovalutato questa novità che a me invece è piaciuta». A Conte, Schlein, Bonelli & Fratoianni no. Un pensiero anche per loro: 1.413 giorni sono lunghi. E non sono ancora finiti.




