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Dritto e rovescio, Senaldi attacca i maranza: "E poi volete gli aiuti?"

di Roberto Tortoravenerdì 2 ottobre 2026
Dritto e rovescio, Senaldi attacca i maranza: "E poi volete gli aiuti?"

2' di lettura

Pietro Senaldi si scaglia contro le baby gang che hanno assaltato un supermercato a Modena e interviene deciso a Dritto e Rovescio, programma d’approfondimento di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio.

Pochi giorni fa, infatti, una cinquantina di ragazzini ha fatto irruzione nel supermercato MD di via Rainusso, razziando cibo e bevande e filmando il blitz, poi diffuso sui social. I carabinieri stanno identificando i partecipanti e, tra le ipotesi al vaglio, c’è anche quella di una challenge social; un sedicenne è già stato denunciato.

Senaldi, direttore responsabile di Libero, non usa mezzi termini: “A me sembra un'associazione a delinquere. Mi sembra un reato, mi sembra che ci sia tutto. Il furto, la violenza, intimoriscono delle persone che sono lì a lavorare, prendono cose non loro, non hanno nessun rispetto per l'autorità dello Stato, per la legge, eppure vogliono gli aiuti. Ma gli aiuti per che cosa? Incentivi a rubare. Secondo me mi sembra minimizzare, mi sembra proprio non rendersi conto niente. Poi non è vero tutti fanno le bravate".

"C'è bravata e bravata. Questo – spiega Senaldi - è un atto delinquenziale. Molto violento, poi con l'aggravante che sei in gruppo. E il fatto che ti sei registrato è ancora più grave, perché neanche ti vergogni di quello che fai. Anzi, te lo appunti come una medaglia, dai. Voi fate i ribelli, ma poi volete venire in tv a farvi vedere dalla mamma e dal papà”.

Il giovane Saad, allora, prova a dare una giustificazione: “Questi ragazzi hanno sbagliato, ma non c'è da farne una tragedia! Invece di insegnargli con le buone maniere, gli togliete i sussidi”. In suo sostegno un altro dei ragazzi presenti, Diego, che dice: “Le bravate da giovani si fanno. Io penso che tutti l'abbiano fatta. Confrontare questa cosa con accoltellamenti, risse e altri fattori non stanno nello stesso piano”. Interviene, infine, un altro ragazzo che va sulla stessa linea di Diego: “È più una cosa fatta sui social, perché tutti i ragazzini presenti nel video avevano il telefono in mano e registravano, quindi non si può parlare di fuoco”. Saad insiste: “Molti di questi bambini non vengono mai aiutati, vengono dimenticati e quindi per forza che sono spinti, data la loro giovane età, a fare qualche cavolata”.