Lucia Annunziata si sente esclusa dai vertici Pd e potrebbe lasciare i dem a Strasburgo.
Nonostante le 240mila preferenze e le quote versate regolarmente al partito, non le danno l’ascolto e il peso che si aspettava. A Milano, nella girandola di nomi per il dopo Sala, ogni giorno a sinistra spunta un candidato: Majorino, Calabresi, Pacini, Conte (Emmanuel)...
La vicesindaca Anna Scavuzzo, che a Palazzo Marino è arrivata nel 2011, ha alzato la mano e ha detto: «Ci sono anch’io. Basta donne eccezione alla guida di Milano». Da quel momento la trattano come un’ospite che si è imbucata a una festa, anche se la casa è sua.
In Sicilia, il tavolo del campo largo a guida Pd mette in posa sedici persone per una foto: quindici uomini e Palmira Mancuso di +Europa. Intanto, per motivi diversi, se ne sono andate Annamaria Furlan, Elisabetta Gualmini, Marianna Madia e Pina Picierno. Il partito in prima linea contro il patriarcato e con Elly alla guida mette in fuga le sue donne. Perché quando c’è da decidere le dimentica, sistemandole ben bene in un angolo. Come complementi d’arredo che abbelliscono una stanza ma non sono necessari.




