Roma, 14 ott. (Adnkronos) - Il Cda dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, "dopo aver esaminato il Decreto, ormai convertito in legge, relativo alle Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha ravvisato -si legge in una nota- la sussistenza di molti elementi negativi che rischiano di compromettere i risultati raggiunti dalla Fondazione in termini di gestione, limitandone l’autonomia finora garantita dal previgente quadro normativo. In particolare, il Cda ha evidenziato il venir meno di alcuni importanti riferimenti alle specificità dell’Accademia, quali la presenza di una componente accademica nel consiglio e la scarsa attenzione riservata alla questione del sostegno da parte dei privati che, nel caso della nostra plurisecolare istituzione, assume un particolare rilievo". "Tutto questo era stato opportunamente segnalato durante l’iter dell’approvazione, ma nessun intervento è stato fatto sul testo. Per questo si continuano a nutrire, anche da parte del personale tutto, serie preoccupazioni soprattutto sui tempi di attuazione, pur avendo preso atto delle dichiarazioni del Ministro Bray che in un comunicato sostiene: 'Di voler emanare al più presto i regolamenti previsti dalla Legge 100 di riforma della lirica del 2010 tuttora in vigore con cui valorizzare le peculiarità di ogni singola realtà, a partire proprio dal Teatro alla Scala di Milano e l’Accademia di Santa Cecilia di Roma'. Pertanto - conclude il Cda di Santa Cecilia- il Presidente chiederà a breve un incontro ministeriale affinché vengano adottati al più presto tutti gli atti normativi necessari a realizzare quanto dallo stesso Ministro assicurato".




