Roma, 15 ott. (Adnkronos) - Dal 17 ottobre al 3 novembre, al Teatro Eutheca di Roma, va in scena in prima nazionale 'La donna del mare' di Henrik Ibsen, per la regia di Carlo Fineschi, con Federica Tatulli (Ellida Wangel), Domenico Cucinotta (Dottor Wangel), Craig Peritz (Lo Straniero), Camillo Ventola (Arnholm), Salvatore Costa (Ballested). Il celebre capolavoro del drammaturgo norvegese, scritto sul finire dell’Ottocento, appare oggi più attuale che mai. La vicenda personale della protagonista è solo uno degli elementi, seppure in primo piano, che compongono la trama complessa di questa affascinante opera di Ibsen, intessuta di mille echi e suggestioni oniriche, sotto la cui superficie, come in filigrana, traspaiono simboli, archetipi e segrete allusioni. Un’opera che con forte tensione poetica sa toccare temi universali e farsi dramma. Attraverso il corpo e il gesto degli attori e, soprattutto, il coinvolgimento diretto dello spettatore (lo spettacolo è itinerante e prevede che il pubblico osservi le azioni dei protagonisti all’interno di luoghi scenici che cambiano nel susseguirsi degli atti), il testo si trasforma in azione scenica, gli eventi si fanno teatro. A creare un fitto e complice dialogo tra attori e spettatori, in un rapporto empatico che si rinnova ogni volta, contribuiscono i costumi contemporanei curati da Mariella D’Amico e la scenografia ideata da Verunska Nanni. Il lavoro attoriale - quello realizzato sul testo di Ibsen da Fineschi, dalla Tatulli e dagli altri interpreti - va a proseguire e ad approfondire una linea di ricerca sulla performance teatrale già avviata e sperimentata negli anni precedenti da questo stesso gruppo di artisti sui grandi classici della tradizione (ultima, nel 2013, 'Medea' di Euripide) e che, oggi, trova un’ulteriore conferma in questa originale messinscena.




