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Lirica: Rocca (Assolombarda), assurdo escludere i privati da cda Scala

domenica 20 ottobre 2013
Lirica: Rocca (Assolombarda), assurdo escludere i privati da cda Scala

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Milano, 16 ott. (Adnkronos) - "Trovo assurdo escludere i privati dal cda del Teatro alla Scala". E' quanto afferma il presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca che sottolinea come la Scala non sia "solo una delle più prestigiose e note istituzioni culturali italiane in tutto il mondo" ma anche "un potente moltiplicatore di risorse economiche, con ricadute calcolate dall’Università Bocconi tre volte superiori alla sua dotazione finanziaria e ormai il 50% di pubblico straniero nell’online". La Scala, sottolinea Rocca "è l’unico teatro italiano con risorse e professionalità capaci di confrontarsi con Royal Opera House o Opera National de Paris, e ciò si deve al fatto che i 30 milioni di contributi e sponsorship da privati che sostengono la Scala sono pari a più del doppio della media dei teatri italiani. Mentre il contributo dei diversi soggetti pubblici copre a malapena metà del solo costo fisso dei dipendenti. Per questo -osserva- trovo assurda la polemica sui privati esclusi dal suo cda". "Capisco che le istituzioni pubbliche vogliano la modifica del decreto Cultura, che limita a sette il numero dei membri del cda. Anche se personalmente sono a favore di cda snelli. Ma è ancor più singolare -prosegue Rocca- che intanto nessuno tra Stato, Regione, Provincia e Comune abbiano dichiarato che comunque ai privati spetterà la giusta rappresentanza, e non saranno tutti pubblici i sette posti. C’è il dopo Lissner da costruire insieme alla stagione dell’Expo. E' incredibile che, nello scontro tra Stato e autonomie -conclude il presidente di Assolombarda- i privati, senza cui la Scala non esisterebbe da tempo, siano considerati come clandestini a bordo”.