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Cinema: Ledoyen, io lesbo-chic nel film di Jaquot su Maria Antonietta

domenica 22 aprile 2012
Cinema: Ledoyen, io lesbo-chic nel film di Jaquot su Maria Antonietta

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Roma, 21 apr. - (Adnkronos) - "Il rapporto tra il mio personaggio e la regina Maria Antonietta non e' mai troppo esplicito, ma e' coperto dal mistero. Jaquot voleva una sorta di dolcezza e che le cose tra noi avvenissero attraverso gli sguardi, in maniera molto semplice". Cosi' Virginie Ledoyen racconta all'Adnkronos 'Les Adieux a la Reine', il film di Benoit Jaquot che lo scorso febbraio ha inaugurato il Festival di Berlino e che e' stato proiettato a Roma, nell'ambito di 'Rendez-vous', la rassegna sul nuovo cinema francese, ideata dall'Ambasciata di Francia e organizzata dall'Institut Francais - Italia, della quale l'Adnkronos e' media partner. Il film e' una sontuosa ricostruzione storica della Versailles alla vigilia della rivoluzione francese, quando la situazione sta precipitando, le sorti della corte di Luigi XVI sono gia' segnate, e Maria Antonietta chiedera' aiuto alla sua lettrice Sidonie Laborde, con la quale intrattiene una relazione lesbica a tre, insieme con la duchessa di Polignac, intrepretata da Ledoyen. "E' un film che non ha nulla a che vedere con quello di Sofia Coppola -spiega l'attrice- e non e' centrato su Maria Antonietta, ma sulla sua lettrice e sul suo modo di osservare il mondo della regina e in quel mondo la regina". Ledoyen racconta di essersi divertita a girare un film d'ambientazione "perche' ci sono dei costumi ricchissimi e incredibili. E poi e' una pallicola che racconta molto sulla femminilita' dell'epoca e sulla difficolta' di questi vestiti e del modo in cui le donne si abbigliavano. Per noi giovani attrici e' quasi una favola lavorare in un film in costume", spiega l'attrice, impegnata nel prossimo film di Emmanuel Moret, il cui titolo e' ancora top secret. Giovane e brava, Ledoyen non ha mai lavorato nel cinema italiano ma, assicura, "mi piacerebbe molto", perche', nonostante conosca "meglio il cinema italiano degli anni '60 e '70, trovo che oggi ci siano dei registi interessanti. La sola cosa che mi lascia un po' stupita -dice- e' che un Paese come l'Italia, patria di film importantissimi, oggi viva una stagione completamente diversa. Ma le ragioni di questo non le conosco -conclude- dovreste forse spiegarmele voi".