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Gianluca Vialli e il cancro, la preghiera di Luciano Moggi (e una risposta ad Aldo Cazzullo)

Davide Locano
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L'intervista di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera mi mette a conoscenza della malattia che ha colpito un mio ex giocatore, con il quale ho condiviso le gioie della Champions vinta a Roma contro l' Ajax nel 1996. Non posso che testimoniare a Gianluca Vialli, attraverso queste righe, il mio dispiacere. Spero che i progressi della medicina possano portarlo fuori da ogni pericolo e che Dio lo protegga. Io pregherò per lui. Date le circostanze avrei trascurato volentieri quanto poi scrive Cazzullo, ma visto che cerca di mettermi sempre in mezzo, non posso esimermi dal dare anche io una risposta alle domande su calciopoli che ha rivolto a Gianluca, peraltro non richieste e nemmeno pertinenti al tema da trattare. Quando scrive di «regole calcistiche disattese», dovrebbe denunciarle senza stare nel vago. Gli ricordo che la sentenza del processo sportivo recita: «campionato regolare, nessuna partita alterata». Quindi? Leggi anche: Higuain-Bonucci, bomba di Moggi: cosa non sapevate Quando parla degli arbitri amici della Juve, gli ricordo che sono stati assolti tutti a parte De Santis, che nulla aveva a che fare con la Juve. Era stato anche fatto il tentativo, fallito, di selezionare gli arbitri, presunti amici e presunti nemici della Juve, allo scopo di controllare i punti fatti con gli uni e con gli altri: il risultato chiarì che i punti maggiori erano stati conquistati con gli arbitri presunti nemici. Quindi? Visto poi che Cazzullo era scivolato fuori dal tema, perché non ha chiesto a Gianluca la sentenza del Tribunale di Milano, originata dalla querela di Gianfelice Facchetti al sottoscritto? Che così recitava: «Giacinto Facchetti faceva lobbing con gli arbitri». Perché non ha menzionato quanto scritto da Palazzi, procuratore della Figc, e cioè che «l' Inter è la società che rischia più di tutte per il comportamento illegale del suo presidente Giacinto Facchetti?». Perché non parla del passaporto falso di Recoba? Mi fermo perché credo sia più che sufficiente. Io ci sono rimasto in mezzo perché ero il più debole. Se Cazzullo ha famiglia, auguro a lui e ai suoi figli di non provare mai ciò che ho provato io. Mi ha salvato la religione. A te, Gianluca, tanti auguri di pronta guarigione. di Luciano Moggi

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