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Italia Under 21 in difficoltà, Luigi Di Biagio all'ultima spiaggia come commissario tecnico

Cristina Agostini
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La sconfitta 0-1 dell' Under 21 contro la Polonia è stata una doccia fredda per gli azzurrini e per tutti i tifosi che sognano il titolo Europeo. L' ultima nazionale italiana ad aver alzato la coppa è stata quella di Gentile nel 2004 - con Gilardino, De Rossi, Barzagli - ma quella di Di Biagio non è certo inferiore. Zaniolo, Kean, Chiesa, Cutrone, Orsolini (infortunato alla spalla e in dubbio per domani col Belgio) Barella, solo per citarne alcuni, sono frutti preziosi della rinascita del nostro calcio eppure è evidente che in campo l' orchestra non suona come potrebbe. «C'è tanta delusione», ha commentato il ct, «c' è poco da dire, non ho nulla da rimproverare ai ragazzi se non il fatto di essere stati poco incisivi sotto porta. Si fa fatica a commentare questa gara». Certo, gli azzurrini non sono stati nemmeno fortunati (palo di Pellegrini a 15' dalla fine), ma la mancanza di un piano B (quando è stato chiaro che penetrare nel fortino polacco era impossibile), questa si è notata e Di Biagio lo sa. Da quando nel 2013 è subentrato a Mangia ha avuto il merito di creare un ottimo ambiente di lavoro in Federazione, un gruppo unito a livello di giovanili e i cui effetti positivi si sono riflessi anche sulla Nazionale maggiore. Le qualità da manager non si discutono, quelle da allenatore di livello deve ancora dimostrarle. In sei anni le aspettative sono state tante, poche le soddisfazioni: agli Europei 2015 l' Under 21 è uscita nella fase a gironi e nel 2017 in semifinale contro la Spagna. Domani contro il Belgio (Rai Uno, ore 21) ha la possibilità di far ricredere i critici. È pur sempre vero, però, che i tre punti potrebbero non bastare: si qualifica in semifinale la prima dei tre gironi e la migliore seconda (Polonia 6, Italia 3, Spagna 3, Belgio 0). Intanto le ragazze conoscono il nome della loro avversaria agli ottavi del Mondiale in Francia: sarà la Cina (martedì 25 alle 18). di Maria Chiara Rossi

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