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Fabrizio Biasin, il coronavirus e la sosta nazionali più inutile e deleteria: "Una domanda sulla Nations League"

Fabrizio Biasin
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Per leggere questo sciocco pezzo ci vorrà il tempo necessario per mettere a referto il prossimo positivo nel mondo del calcio. Molto poco.
Lunedì inizierà la Pausa per le nazionali più inutile della storia del calcio, seconda solo a quella che l’ha preceduta e ha fatto sì che il virus banchettasse in questo e quello spogliatoio. 
E questo perché alcuni giocatori covavano il Covid e lo hanno portato nei rispettivi ritiri nazionali, oppure sono entrati in contatto con questi stessi “covatori” e se lo sono preso lì, in nazionale.
Dare l’ok a codesta pausona itinerante è questione talmente illogica che l’abbiamo capita perfino noi. 
Va così: fino a quando i giocatori restano nei loro “gruppi di lavoro”, se anche si infettano, permettono a chi controlla di “isolare” e “sistemare” al meglio la situazione e comunque di mantenerla circoscritta al club; se invece mescoli giocatori appartenenti a differenti “gruppi di lavoro” in un nuovo e assai eterogeneo “gruppone di lavoro” da far viaggiare in giro per il mondo… allora sei realmente fuori di melone. 
E voi direte: “Le Nazionali sono importanti!”. È vero! Moltissimo! Ma non in questo caso. In questo caso aveva senso dare un po’ di “respiro” ai club che, invece, dovranno fare i conti con giocatori sempre più affaticati e a rischio-virus.
Ultima considerazione, così manteniamo la promessa della “rapidità”. In questi giorni in Europa si giocheranno le partite della fondamentale Nations League. Avete tre secondi per dirci chi ha vinto l’ultima edizione.

Ecco, appunto.

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