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Napoli, ma quale scudetto? Tagli agli stipendi e via i big: la rivoluzione al ribasso

Federico Strumolo
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Il confine che delimita vittoria e sconfitta spesso nel calcio è sottile, ma può fare un'enorme differenza tra un futuro radioso e il ridimensionamento. Ne sanno qualcosa a Napoli, dove dopo un'intera stagione a sognare lo scudetto, rischiano ora di vivere una sorta di rivoluzione al ribasso. Il pareggio contro la Roma e, soprattutto, la bruciante sconfitta di Empoli hanno escluso la squadra dalla volata per il tricolore, mandando su tutte le furie il presidente Aurelio De Laurentiis, il quale ora minaccia seri provvedimenti.

 

 

Il primo a pagarne le conseguenze potrebbe essere Luciano Spalletti, con cui sembra essersi rotto qualcosa nelle ultime settimane. D'altronde, sono in tanti nella piazza napoletana a pensare che il tecnico di Certaldo abbia più di qualche responsabilità nel recente tracollo, tra cambi discutibili e una gestione generale della situazione rivedibile (in caso di esonero, attenzione a Vincenzo Italiano della Fiorentina). La rivoluzione che ha in mente De Laurentiis, però, non riguarda solo la panchina, ma anche la rosa, dato che la volontà sarebbe quella di rendere il club più sostenibile, grazie a qualche cessione di lusso e un monte ingaggi alleggerito.

I POSSIBILI PARTENTI
Il costo della rosa azzurra, infatti, si aggira sui 110 milioni di euro lordi, troppi considerando che al Milan ne bastano meno di 100 per guidare la classifica di serie A. Per permette ciò, quindi, l'idea è sacrificare qualche pezzo pregiato e i papabili sono Victor Osimhen e Kalidou Koulibaly. Il 23enne attaccante nigeriano, 12 gol in 23 presenze in questo campionato e uno stipendio da 4,5 milioni netti a stagione, ha tanti estimatori in Premier League (Arsenal e Newcastle su tutti), ma il Napoli chiede 100 milioni per lasciarlo partire (è stato pagato oltre 70 milioni dal Lille due anni fa). Il difensore centrale 30enne, il giocatore più pagato della rosa con 6 milioni annui, potrebbe finire nello stesso campionato, ma attenzione anche al corteggiamento del Paris Saint-Germain. Da non dimenticare, poi, che a fine stagione lascerà Napoli il capitano Lorenzo Insigne (guadagna 4,6 milioni a stagione), pronto per la sua nuova avventura in Mls con il Toronto.

 

 

Insomma, non la situazione ideale per preparare il complicato impegno di oggi - alle 15 su Dazn - contro il Sassuolo. «Sarà una partita difficilissima se non la interpreteremo nella maniera corretta, bisogna vedere chi riuscirà a tenere la palla», dice Spalletti, che sul suo futuro è chiaro: "Ho firmato un contratto e voglio restare al Napoli. Sto bene qui». Ma a complicare una gara già ostica di suo, dopotutto i neroverdi di Alessio Dionisi in stagione hanno già sconfitto Milan, Inter, Juventus e Lazio (e pareggiato contro Napoli e Roma), c'è l'apparente disaffezione dei tifosi. Oggi, infatti, si preannuncia un Maradona semideserto. Sintomo che la piazza non ha digerito il già citato scivolone di Empoli, con la rimonta subita da 2-0 a 3-2 dall'80' in poi. Toccherà alla squadra reagire sul campo: vincere per proteggere il terzo posto dal ritorno della Juventus (attualmente a -1) e riconquistare la tifoseria.

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