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Milan, Leao picchia duro: "Tonali? Il club lo ha venduto, ma...", un caso

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“Io leader? Sì, mi sento sempre più leader. Io non sono una persona che parla tanto ma sto cercando di farlo di più, di essere una voce. Quando sono arrivato alcuni compagni mi hanno preso per mano, ora lo sto facendo io con i nuovi”. Parla così Rafael Leao in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, pronto alla nuova stagione con la maglia numero 10 sulle spalle. E il portoghese scommette forte sul suo Milan, visibilmente rinnovato dalla campagna acquisti di Furlani e Moncada in questa estate. Con l’arrivo di Samuel Chukwueze, il Milan sale a quota sette acquisti dopo Loftus-Cheek, Reijnders, Sportiello, Romero, Pulisic e Okafor. 

Leao: “Dobbiamo vincere un trofeo, manca la Champions. Se vinciamo la seconda stella me la tatuo” 
"Dobbiamo vincere un trofeo — aggiunge Leao nell’intervista alla Rosea — Dobbiamo allenarci e capire quello che vuole il mister per fare una stagione da grande squadra. Da quello che ho visto col Real, abbiamo squadra molto forte. Il sogno dello scudetto l’ho realizzato, ora manca la Champions, il trofeo che tutti i calciatori vogliono vincere. In Italia comunque è difficile vincere perché ci sono tante squadre forti e in 38 partite non puoi mai perdere punti. Le coppe europee, nell'ultimo anno, hanno dimostrato che la A è un campionato forte. Se vinciamo la seconda stella me la tatuo”. Mentre Pulisic “è forte nell'’uno contro uno. In generale i nuovi sono molto forti. Quest’anno dal portiere all’attaccante siamo tutti forti. Sento che l’ambiente è top, possiamo fare una bella stagione”. 

 

 

Leao: “La 10? Orgoglioso di metterla a San Siro. Consideravo anche la 7, ma…”
Degli altri acquisti, Loftus-Cheek “ha la forza; è potente, porta palla, è il giocatore che spingerà la squadra da dietro in avanti. In A non c’è un giocatore come lui. Reijnders è bravo sulle palle inattive. Tijjani calcia bene, è forte nel passaggio. Il mediano per noi è importante per palleggiare”. Intanto, tra le novità, c'è anche un numero pesante da mettersi sulle spalle: "Sono orgoglioso di avere il 10 ma sarà ancora più bello giocare con la 10 a San Siro. Mi piaceva tanto, come mi piace il 7… ma il 7 è di Yacine. Non sapevo se Brahim sarebbe andato via e Brahim è un mio amico. Quando ho sentito che doveva tornare a Madrid, ho chiesto il 10 alla società. La 10 come Gullit? Ho visto un paio di suo video, era fortissimo uno contro uno, veloce. Solo che non posso compararmi a un giocatore così, mi manca ancora molto per arrivare a quel livello".

Leao: “Maldini importante, forse ci rivedremo in futuro. Ibra? Tifa per noi”
Infine due parole per chi non c'è più, da Maldini a Tonali fino a Ibra: "L'addio di Maldini è stato una sorpresa. Io sono venuto al Milan anche perché mi ha chiamato — ha chiuso Leao — È stato molto importante per me, mi ha aiutato dentro e fuori dal campo, ma la società ha deciso così. Forse ci vedremo in futuro. Tonali? Non mi aspettavo l’addio ma il club ha deciso così. Non è stato facile perché Sandro è milanista, ci ha aiutato a vincere lo scudetto. Ha fatto il suo percorso al Milan, ora gli auguro il meglio. Ibra? Ha scritto nel gruppo whatsapp della squadra: dice che tifa per noi ed è uno di noi. Forse ci rivedremo presto...".

 

 

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